Alluce valgo, operazioni in aumento al Fazzi: cosa bisogna sapere

martedì 19 giugno 2018

Operarsi non costa nulla, basta la prescrizione della visita ortopedica: poi lo specialista, se lo ritiene opportuno, mette in lista il paziente per l’intervento chirurgico. Attenti alle scarpe a punta: peggiorano l’alluce valgo. 

L’alluce, che è il primo dito del piede (detto volgarmente il “ditone”: omologo del pollice della mano), a volte può essere deviato verso le altre dita determinando un’antiestetica sporgenza del primo osso metatarsale. L’alluce valgo è un vero dramma per alcune donne, che nella bella stagione vogliono sfoggiare la scarpa aperta. “Può dare due tipi di problemi – spiega il dottor Enio De Cruto, che opera al Vito Fazzi di Lecce ed è uno dei massimi esperti nel Salento in questo tipo di operazioni – Il primo problema è di carattere estetico: in questo caso non si va d’accordo con le calzature, ci si opera per velleità estetiche. Ci sono molti altri casi, però, dove questo tipo di problema provoca dolore e allora è necessario operarsi. Se è solo un problema estetico, basta adattare la calzatura al piede: l’operazione ce la possiamo anche risparmiare, dipende dai punti di vista”. Questo tipo di deformità ossea è spesso associata a un’infiammazione della borsa mucosa che si trova alla base dell’alluce.
La deviazione laterale produce la cosiddetta “cipolla”, antiestetica e spesso fastidiosa. Col tempo l’alluce valgo peggiora sempre di più: ecco perché in molti corrono a operarsi. Le operazioni di questo tipo, nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, sono all’ordine del giorno e sono anche in aumento. La deformazione della prima articolazione metatarso-falagea, nella maggior parte dei casi, è dolorosa: aumentano i calli, l’arrossamento, l’irrigidimento e il gonfiore con questo tipo di problema. Il rischio è che ne risenta la postura e che, quindi, si scatenino altri problemi alla schiena.

Cause e diagnosi

L’alluce valgo è un problema che matura nella fase adulta o senile. In genere le cause sono congenite: piedi piatti e alterazioni presenti dalla nascita. Qualche volta il problema è causato da rachitismo, traumi infiammatori e altro. Anche le scarpe a punta stretta possono acuire l’alluce valgo, perché costringono il dito più grosso del piede a una posizione innaturale. Tra le cause dell’alluce valgo ci sono anche l’artrite reumatoide, la gotta e il basso tono muscolare. L’esame baropodometrico e la radiografia (per misurare il grado di deformità) sono necessari a una diagnosi più approfondita.

Trattamenti e chirurgia

Operarsi non costa nulla. Il medico curante prescrive la visita dall’ortopedico e quest’ultimo, se ritiene opportuno, inserisce il paziente nella lista d’attesa per l’operazione, che è a carico del sistema sanitario. Il dottor Enio De Cruto si è perfezionato in chirurgia del piede e da un decennio opera al Vito Fazzi di Lecce: l’alluce valgo è un problema molto diffuso. Si può intervenire con una “terapia conservativa”: impacchi di ghiaccio, calzature adeguate, trattamenti fisioterapici e farmaci. Poi, la chirurgia può mettere a posto le cose definitivamente. Dopo l’operazione, c’è da attraversare una lunga convalescenza: si cammina con una scarpa speciale subito (che fa cadere il peso sul tallone), ma per tornare a camminare regolarmente serve circa un mese. “L’operazione si fa col bisturi: noi, al Fazzi, abbiamo una tecnica particolare, l’Austin – spiega il chirurgo - Non adottiamo la ‘tecnica percutanea’, che è molto simile: si fa con un forellino e una piccola fresa che consuma l’osso. La nostra tecnica è una delle più affidabili e collaudate. Rispetto alle tecniche standard, pratico un’operazione particolare che ho appreso con dottor Ronconi, a Villa Stuart di Roma: facciamo il taglio con un piccolo apparecchio di alta precisione”. L’Austin è una delle diverse tecniche praticate dalla sanità italiana per correggere l’alluce valgo: in questo caso non si asporta alcuna parte articolare, per questo viene definita “tecnica conservativa”. Viene spostata la testa del metatarso riallineandola con l’alluce e ricollocandola correttamente sui suoi due piccoli sesamoidi. La parte finale del metatarso viene incisa con due tagli angolati tra loro di circa 60 gradi e spostata. Poi, viene applicata una vite millimetrica che riallinea il metatarso con un’immediata stabilità primaria sotto carico. Ora, dopo almeno 20 giorni, con delle calzature speciali, si può tornare a nuova vita, senza rischiare la postura.


GAETANO GORGONI

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