Dea, un mese alla consegna dei lavori: al Fazzi tecnologia e sale operatorie all’avanguardia

martedì 12 giugno 2018
Pronta anche la tomografia computerizzata di ultima generazione. Criticità: risarcimento danni per la ditta incaricata dei lavori.

Il nuovo Dipartimento Emergenza Accettazione è “un paziente che era moribondo, ma che ora è in piena riabilitazione”, per citare le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Ci sono voluti molti anni, ma adesso quello che doveva essere un semplice padiglione dell’ospedale Vito Fazzi diventerà un “hub di emergenza area critica” capace di servire tutto il Salento. Ma il primo problema è quello dei danni alla ditta che ha dovuto attendere una serie di modifiche e di ripartenze dell’iter burocratico. I danni riconosciuti all’impresa che si occupa dei lavori ammontano a 6.395.000 milioni di euro. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno chiesto ai vertici Asl, considerato l’ingente importo, se questo danno alle casse pubbliche si sarebbe potuti evitare e di chi sono le responsabilità. Naturalmente nessuno si è scoperto più di tanto, ma le risposte sono arrivate. “Il progetto ha subito una variazione nel corso degli anni: questo ha determinato ritardi e danni all’impresa che si occupa dei lavori – chiarisce il direttore generale Asl, Ottavio Narracci - Quello che era un padiglione è diventato hub di secondo livello e quindi è stato necessario ridefinire alcune parti progettuali. Il cantiere non è andato avanti per molto tempo, fino alla storia recente in cui è stato riattivato”. Tutto partì nel 2008: finalmente, ad agosto del 2018, ci sarà la consegna dei lavori. “Comincia la fase del collaudo - spiega il manager Asl/Le – Ci auguriamo di chiudere tutto per fine anno”. Si parla da tempo dell’attivazione a novembre almeno di una parte del DEA.

Sale operatorie all’avanguardia per una sanità di ultima generazione
Al Dea ci saranno tutta una serie di ambienti all’avanguardia: dalla camera ibrida integrata alle due sale di emodinamica fino alla sala di elettrofisiologia, che insieme a quelle di terapia intensiva e sub intensiva sono fatte con il massimo livello di tecnologia esistente. Le sale sono pronte: due sale angiografiche di emodinamica interventistica, l’area cerebrale, con la Stroke-Unit che, assieme al trauma center e alla chirurgia toracica e vascolare, completano il ventaglio di offerta sanitaria ad alta specializzazione richiesto per un Dipartimento Emergenza e Accettazione.

La tomografia computerizzata a 256 strati sbarca al Fazzi di Lecce
Al DEA, presso il Vito Fazzi di Lecce, arriva l’altissima tecnologia: la TC 256 slice di ultima generazione (la potete vedere nelle foto in anteprima, ancora col cellophane). Esiste anche la 320 sezioni per imaging cardiaco, ma in Italia sono pochissime le strutture dotate di quest’ultimo macchinario. La TC 256 slice è una macchina di ultima generazione, tra le migliori “grandi macchine” in questo campo, che consente la valutazione dello stato delle coronarie in maniera non invasiva e in tempi rapidissimi con un dettaglio di immagine decisamente superiore a quello ottenibile con apparecchi di generazione precedente. In pochi millisecondi è possibile ottenere immagini tridimensionali e precise del cuore e dei vasi sanguigni fino alle diramazioni di piccolo calibro. Le coronarie vengono visualizzate in tutta la loro estensione e possono essere evidenziate le più importanti anomalie a loro carico. Lecce si mette al passo con le grandi realtà del nord attraverso questa operazione. La tecnologia del passato lascia spazio alle macchine che possono scoprire problemi invisibili fino a qualche tempo fa. Per far capire la differenza basta chiarire che lo scanner a 64 porzioni costa poco più di un milione, mentre quello a 256 porzioni costa almeno 2,5 milioni di euro: il prezzo aumenta per il sistema TC 320. Gli esami per i pazienti che hanno aritmie, battito cardiaco accelerato, obesi e pazienti pediatrici non sono più un problema: queste condizioni sono più adatte per i sistemi ad alta fetta, che sono più veloci, meno invasivi e offrono un'area di imaging più ampia. 

G.G.

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