Insonnia, come sconfiggerla e a chi rivolgersi. Il neurologo: “Dalle 24 alle 7 il sonno che fa bene"

lunedì 11 giugno 2018
Il dottor Giorgio Trianni, direttore neurologia del Vito Fazzi di Lecce. “Non dormire nelle ore giuste danneggia la memoria e l’umore”. A chi rivolgersi? Psichiatra, neurologo o psicologo? Meglio cominciare dal medico di base.

L’insonnia ha conseguenze devastanti sul nostro fisico: è un disturbo dovuto al fatto che l’organismo ha un reale bisogno fisiologico di sonno, ma noi non riusciamo a soddisfarlo. Questo porta a irritabilità, problemi nell’apprendimento e di memoria. Questo malessere può diventare cronico determinando problemi fisici e psichici. Viviamo in una società altamente competitiva con ritmi accelerati e molte più situazioni ambientali stressanti, soprattutto per chi abita nella città. La dipendenza dallo smartphone, che spesso non permette nemmeno di staccare dal lavoro, ci rende più stressati. L’insonnia è una delle controindicazioni di chi vive la frenesia della vita moderna: un problema spesso dovuto al lavoro notturno, al cambio dei ritmi di vita, oppure a una patologia. E’ necessario, dunque, capire cosa c’è dietro l’insonnia che ci tormenta ed evitare cure “fai da te”. Non sappiamo a chi rivolgerci: allo psichiatra, al neurologo o allo psicologo? Cominciamo dal medico di base. Il neurologo sarà il secondo passo. Se siamo, invece, affetti da un disturbo depressivo o altro che riguarda la nostra psiche, è lì che entrano in campo psicologi e psichiatri. Insomma, tenete nel cassetto i sonniferi: la cura può raggiungere l’obiettivo solo se si elimina la causa dei problemi del sonno. C’è chi cura l’insonnia con metodi naturali, come melatonina e radici di valeriana, ma nei casi più gravi la terapia farmacologica è inevitabile. Ci sono, però, due tipi di insonnia: la più temuta è quella primaria, cioè non derivante da altre patologie. Ma l’insonnia spesso è solo un sintomo di svariate condizioni patologiche psichiche o fisiche o di alterati equilibri.

I trucchi per evitare l’insonnia
Non utilizzare cellulari, pc e tv prima di andare al letto; evita lo sforzo fisico subito prima di coricarti; se hai mangiato aspetta tre ore prima di dormire; non assumere droghe o alcol; dormi possibilmente nella fascia che va dalle 24 alle 7 di mattina; pratica tecniche di rilassamento; non tenere sveglie in camera; elimina pensieri negativi e fonti di stress; evita occasioni di tensione con i familiari.

Intervista al dottor Giorgio Trianni, direttore neurologia del Vito Fazzi di Lecce

Dottore, l’insonnia è un problema ricorrente? Bisogna prenderlo sul serio sempre? 
“L’insonnia è un grosso problema, che non bisogna mai sottovalutare. Però è necessario distinguere tra due tipi di insonnia. Proprio di recente l’ho spiegato in una relazione al convegno internazionale di psichiatria dell’Hilton, che si è tenuto la scorsa settimana a Lecce. C’è l’insonnia primaria che è quasi incompatibile con la vita stessa. Mentre l’insonnia più ricorrente dipende da molte cause: in genere patologie, fisiche o psichiche, che portano a questa conseguenza”.

Nel primo caso siamo quasi spacciati, vero?
“Beh, lei si renderà conto di quanto è importante il sonno? Più del cibo e dell’acqua”.

Non c’è cura nel caso più grave?
“E’ quasi incurabile, anche se le terapie farmacologiche possono fare molto”.

Invece, nel caso dell’insonnia più comune?
“Ansia, depressione, malattie mentali, altre patologie organiche, come i disturbi del respiro, disturbi cardiaci, neurologici e altro, possono portare all’insonnia. In questi casi, bisogna risolvere il problema alla base”.

Le terapie, insomma, sono integrate e soggettive anche in questo caso?
“Certo, bisogna distinguere le difficoltà a prendere sonno, quelle relative al mantenimento del sonno (spesso ci si può svegliare nel cuore della notte), oppure sonno frammentato, con più risvegli durante la notte, vedi i prostatici, che vanno più volte in bagno. Spesso l’insonnia riguarda altre patologie psichiche e organiche”.

Ci si può anche abituare a non dormire?
“Questo dipende dalla situazione. Dormire di giorno e stare svegli di notte fa malissimo. Si altera l’orologio biologico del sonno. Se devo essere più ‘scolastico’, la melatonina, che è l’ormone per il sonno, ha un picco massimo tra le 24,30 e l’1 di notte e un picco minimo alle 7 di mattina. Quindi, dovremmo dormire benissimo, idealmente dalle 24 alle 7. Il sonno di giorno non sempre osserva le varie fasi della notte: lo stadio uno, il due, il sonno profondo e il sonno rem (fase legata ai sogni), con movimenti oculari durante i quali il cervello resetta (toglie i ricordi che non servono) e consolida quelli buoni. Quindi, ci si sveglia meglio, meno irritabili: più distesi, più pacati. Quando non si dorme bestemmiamo di più, siamo intrattabili, scontrosi con le persone e ricordiamo sempre meno. Spesso i panettieri sono in questa difficile situazione, bevono birra e si ammalano più facilmente. Stesso problema per i portieri di notte e per gli autisti di linea. Avendo alterato il ritmo sonno-veglia vanno incontro a molti pericolosi disturbi. Questo è uno dei motivo per cui il lavoro notturno dev’essere pagato di più”.

Stesso problema per chi viaggia la notte?
“Anni fa un autista di camion salentino finì sull’altra corsia travolgendo delle persone. Aveva l’ ‘osas’, un disturbo cardiovascolare che produceva apnee notturne: è stato dimostrato scientificamente, da un medico legale. Il suo disturbo trascurato lo ha portato alla tragedia. Se qualcuno ha una sciatica, deve curare la causa che non lo fa dormire con una fiala di Voltaren o altro”.

Quali farmaci bisogna prendere per eliminare il problema dell’insonnia?
“Spesso si ricorre al ‘fai da te’ con ipnoinduttori, i ‘sonniferi’, che però non sempre funzionano, perché possono non mantenere il sonno. Ci si risveglia confusi prima del tempo, perché è una controindicazione, quando li assumiamo senza risolvere il problema che è alla base. Una persona con disturbo depressivo deve dormire con un antidepressivo, che mantiene il sonno; se si è ansiosi è meglio un asiolitico per rilassarsi al massimo livello. Se il tono muscolare di base è contratto, non possiamo trovare sonno. Se qualcuno è affetto dalla ‘sindrome delle gambe senza riposo’, è necessario curare con uno specifico farmaco prima questa patologia, in modo da far riposare le gambe e, quindi, dormire. Se la persona ha la bronchite cronica o non respira bene, bisogna eliminare prima questi problemi, per evitare risvegli notturni. Con l’insonnia non si scherza, perché si può cronicizzare. Meglio rivolgersi al neurologo per tempo”.

G.G.

 

Altri articoli di "Salute Sette"
Salute Sette
17/10/2018
Elenchi non aggiornati nelle Asl e le lettere di ...
Salute Sette
16/10/2018
L’influenza ogni anno costa alle casse dello Stato 10 ...
Salute Sette
15/10/2018
Le novità in campo protsico sono state esposte ...
Salute Sette
13/10/2018
La cefalea a grappolo è la peggiore cefalea: sembra ...
Elenchi non aggiornati nelle Asl e le lettere di convocazione per lo screening mammografico non arrivano: polemica in ...
clicca qui