Cgil replica a Briatore: “Al Sud la gente vuole lavorare ma finisce sfruttata”

venerdì 8 giugno 2018

Sul tema del turismo sostenibile, interviene Mirko Moscaggiuri della Filcams Cgil, che rispedisce al mittente le accuse dell’imprenditore ai meridionali.

Il segretario generale della Filcams-Cgil Lecce, Mirko Moscaggiuri, commenta le dichiarazioni rilasciate dall’imprenditore Flavio Briatore alla trasmissione «La Zanzara» su Radio24 e pubblicate sulla stampa.

«Flavio Briatore ha ragione nell’affermare che al Sud non ci sono le infrastrutture, che da tempo immemore anche noi come parte sociale chiediamo con forza. Ha ragione anche quando dice che al Sud tanti giovani capaci e coraggiosi vanno via. Ma quando afferma impietosamente che al Sud ‘la gente non ha voglia’, mente sapendo di mentire”.

“Non hanno voglia – prosegue - forse quei ragazzi, per lo più con livelli culturali elevati, che vanno a lavorare nelle strutture ricettive in nero, senza giorno di riposo, per qualche centinaio di euro a stagione, umiliati da lavori senza professionalità? Noi della Filcams Cgil ne vediamo passare a frotte, desiderosi seppur paurosi di vedere riconosciuto non solo un diritto contrattuale ma un diritto di civiltà e di giustizia sociale”.

“Accettano – insiste - queste condizioni, i giovani che ‘non hanno voglia’, proprio perché non ritengono dignitoso dover stare su un ‘divano’ né tanto meno dover intascare il citato reddito di cittadinanza per prendere ‘un divano a due piazze’. ‘Non c’è turismo senza tutela’ recita la campagna della Filcams per la tutela dei diritti dei lavoratori. Uno slogan che ben si addice anche alla tutela dell’ambiente, visto che il turismo si nutre di risorse naturali. Ebbene tali risorse sono un bene collettivo, non solo appannaggio delle classi più agiate”.

“Occorrono – conclude - strutture di qualità, è vero, ma per tutti, per le famiglie, per gli studenti, per chi lavora tutto l’anno ed ha diritto ad un oasi di ristoro; strutture che soddisfino ogni esigenza ed ogni capienza economica. Le bellezze del Salento sono di pubblica fruizione e queste non lo rendono né elitario né ‘straccione’».

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