Quali prospettive per i ricercatori universitari? Stato di agitazione e assemblea generale

lunedì 4 giugno 2018
I ricercatori dell’Ateneo leccese in protesta per l’assenza di prospettive dovuta alle riforme universitarie. Chiedono la costituzione di un gruppo di lavoro che sia incaricato di dimensionare la voce di bilancio destinata alle procedure concorsuali per professori associati.

Un’assemblea pubblica, alla presenza del Rettore, per capire quali prospettive ci siano per la categoria dei ricercatori a tempo indeterminato dell’Ateneo salentino. Si terrà domani pomeriggio (5 giugno) dalle ore 15 alle ore 17 presso l’aula A2-B1 dell’edificio Studium 6, l’incontro nel quale si discuteranno i propositi e le politiche che l’Ateneo vorrà adottare per il suo futuro.

ll mondo della ricerca è difatti in fermento. In particolare, lo è la categoria dei Ricercatori a tempo indeterminato (Rti) che vede ridursi le opportunità di crescita per effetto, come spiegano,  “di politiche di reclutamento nazionali e locali non eque".

"Dopo aver consentito per oltre un decennio alle Università di avviare e garantire la maggior parte dei corsi di laurea attualmente attivi” continuano a spiegare “di fatto i Ricercatori a tempo indeterminato oggi rischiano di essere posti al margine degli atenei da nuove forme di Ricercatori che, con meccanismi quasi automatici, si garantirebbero il ruolo di Professore Associato, a scapito degli stessi".
"Sono" aggiungono "gli effetti della Legge che porta il nome dell’ex Ministro Gelmini (240 del 2010) e delle scelte del governo (decreto 168 del 2018) che ha di fatto ‘fittiziamente’ regalato dei denari per coprire ‘temporalmente’ il costo di assunzione di nuovi ricercatori, che, dopo aver concluso il triennio, potranno diventare Professore Associato (se abilitati) con fondi finanziari a carico degli Atenei che hanno fatto la scelta di accettare questo apparente regalo: con ciò, quindi, togliendo risorse per le opportunità di avanzamento di carriere per i Ricercatori a tempo indeterminato”.  

I ricercatori chiedono dunque “l’impegno a considerare le progressioni RTI-PA di tutti gli abilitati una priorità nelle politiche degli organi di governo e a identificare, quindi, le risorse finanziarie utili affinché tutti i RTI abilitati possano aspirare alla progressione dovuta in tempi legittimi”.

Proprio alla luce della protesta, che coinvolge la maggior parte dei Dipartimenti dell’Università del Salento, i rappresentati dei Ricercatori hanno chiesto un’assemblea pubblica al Rettore.

L’incontro si terrà domani 5 giugno – dalle ore 15 alle ore 17 – presso l’aula A2-B1 dell’edificio Studium 6.

Qui il documento integrale presentato dai rappresentanti dei ricercatori.

 

 

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