Perrone contro l’assessore Agnoli: “Cultura a Lecce vive era di vuoto assoluto”

mercoledì 23 maggio 2018

L’ex sindaco non risparmia critiche alla gestione dei beni culturali da parte dell’amministrazione comunale.

“La cultura leccese sta vivendo un'era di vuoto assoluto, interrotto solo dalle periodiche, risibili, gaffe di Antonella Agnoli”: è un duro attacco quello che l’ex sindaco Paolo Perrone riserva all’assessore alla cultura dell’amministrazione Salvemini dalla propria pagina social.

“Lo sa l'assessore alla Cultura – si chiede - che oggi il Must non ha un direttore? Lo sa che prima un direttore c'era ed era condizione imprescindibile per la definizione stessa di museo, per ricevere finanziamenti, per ottenere le certificazioni? Non finisce qui. Mi risulta che oggi le iniziative più seguite al Teatro Apollo siano i saggi delle scuole leccesi. Quelli che noi facevamo all'anfiteatro e venivamo bersagliati con l'accusa di sminuire il valore del luogo. Dopo l'inaugurazione con il presidente Mattarella e le premesse che noi avevamo dato alla città, c'era da aspettarsi anche qualcos'altro”.

Sui Teatini, Perrone ribatte: "L'amministrazione Salvemini ha cancellato tutte le attività che si facevano lì, da anni. Gli antiquari e gli altri espositori, solo per fare qualche esempio, erano un'occasione per entrare nel chiostro e visitarlo, per ‘arricchire’ la passeggiata sul corso, per avere una formula azzeccata di fruizione. Sono state annunciate generiche ‘attività culturali e di animazione’, che ad oggi non si sono viste e di cui non ci sono tracce all'orizzonte. Hanno spento anche questo luogo, insomma, insieme a tutti gli altri contenitori culturali di Lecce, chiusi e inutilizzati. Ma dov'è questa svolta, dov'è questa Lecce migliore?”

“Delle due – conclude - l'una: o l'Agnoli è totalmente assente da Lecce e quindi a digiuno di tutto quello che succede oppure ha scelto di restare semplicemente nel recinto che l'ha resa una figura apprezzata e autorevole, cioè i libri e le biblioteche. Ma anche su questo ho qualche fortissimo dubbio. Nel 2017 Lecce è stata a livello nazionale ‘città del libro’, grazie a un finanziamento ottenuto a fine mandato dalla mia amministrazione e lasciato in eredità a Salvemini. Non mi pare se ne sia accorto nessuno. Evidentemente nemmeno la Agnoli”.

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