Polo pediatrico, donate le ludobarelle: il gioco e il sorriso esorcizzano il male

sabato 19 maggio 2018
L’Associazione Fondo di Solidarietà Permanente “Cuore e mani aperte verso chi soffre” ONLUS e Lions Club Lecce Messapia hanno stretto un patto di solidarietà collaborando al fine di garantire un’umanizzazione degli spazi ospedalieri.

Le tecniche del circo e del teatro da strada e la trasformazione degli ambienti in qualcosa di più allegro: sono i modi più efficaci per strappare un sorriso ai bambini, quando sono costretti a soggiornare in un luogo di dolore. È fondamentale esorcizzare il male in questo modo. Ecografi, saturimetri, una stanza per i giochi e altro: dove non arriva lo stato c’è il volontariato. Adesso ci sono anche due bellissime ludobarelle a forma di auto sorridenti nel reparto di Pediatria del Vito Fazzi di Lecce. L’Associazione Fondo di Solidarietà Permanente “Cuore e mani aperte verso chi soffre” ONLUS e Lions Club Lecce Messapia per la seconda volta stringono un patto di solidarietà collaborando al fine di garantire un’umanizzazione degli spazi ospedalieri, con particolare riguardo all’utenza pediatrica. “Grazie al volontariato stiamo costruendo un ospedale sempre più a misura di bambino, che quando viene qui lascia i suoi giochi per stare un posto dove soffre e dove siamo costretti a fargli subire le violenze delle cure” - ha spiegato il dottor Rossi, primario di Chirurgia Pediatrica. Al Fazzi esiste anche una Bimbulanza, con autisti volontari, che ha fatto già 180 trasporti. Le ambulanze pediatriche cercano sono allegre e più ospitali per tanti bimbi che soffrono. Per la benedizione presente in mattinata anche Monsignor Michele Seccia, che ha lodato l’iniziativa: “Grazie per questa sinergia! Sono da poco a Lecce e non è la prima volta che vivo questa esperienza. Questo vi fa onore. L’attenzione alla dignità della persona e ai più fragili, l’intuizione di mettersi nei loro panni, è importante. Tra peritonite è una caduta da un balcone ho le tracce della sofferenza che ho passato da bambino, per questo apprezzo lo sforzo di rendere più umano un luogo di dolore”. “Dobbiamo fare rete, costruire una rete delle associazioni: così è più facile raggiungere nuovi traguardi”- ha spiegato don Gianni Mattia, presidente e fondatore della ONLUS. “Con spirito di grande collaborazione, attraverso una raccolta fondi collegata al grande concerto di Natale, il Lions Club Lecce Messapia ha dotato la ‘Bimbulanza’, utilizzata per il trasferimento in ospedali a breve e lungo raggio di pazienti pediatrici, un ventilatore meccanico trasportabile, che è in grado di fornire un adeguato supporto ventilatorio sia ai neonati che si bambini più grandi” - spiega Raffaele Mele, presidente Lions Club Messapia.

Bisogna approcciarsi al paziente con fare empatico: bisogna dedicarsi alla cura degli spazi, con ambienti meno traumatici per i piccoli. Attraverso il gioco è l’immaginazione i bambini affrontano la dura prova della malattia in maniera ludica. Il sorriso aiuta a combattere la malattia. Quindi, via libera a clown-terapia, camici giocosi, Bimbulanza e barelle ludiche. Le tecniche di distrazione e il gioco sono fondamentali. Ecco che la risonanza magnetica diventa un’immersione alla “Nemo”, la sala operatoria un sommergibile col quale affrontare nuove avventure.

 

LA CLOWNTERAPIA

Il precursore della clownterapia è un sacerdote carmelitano, Angelo Paoli (1642-1720), che si travestiva da buffone e si truccava per far sorridere i malati. Patch Adams ha modernizzato le tecniche per far sorridere i pazienti più piccoli. Il sorriso, la positività e le tecniche di distrazione danno importanti risultati anche dal punto di vista della reazione fisica a una patologia. Il clown dottore umanizza gli ambienti ospedalieri e rende meno freddi gli spazi. Ambiente e stato psicologico del paziente sono fondamentali nel percorso di cura. Oggi i clown dottori si specializzano, vengono formati e apprendono le arti del gioco, del teatro e della recitazione. Anche a Lecce queste tecniche contribuiscono a dare un po’ di sollievo, sorrisi e forza a tanti piccoli pazienti leccesi.

 

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