Stadio comunale, De Pascalis attacca Amante: “Debiti altissimi e nessun recupero”

sabato 19 maggio 2018

Il consigliere di opposizione prende spunto dalle recenti notizie di cronaca da parte delle forze dell’ordine.

“Lo stadio è stato chiuso per il mancato pagamento del canone: non è stato un atto di eroismo e non è stato neppure tentato il recupero del debito”. Lo sottolinea il consigliere di opposizione, Giampiero De Pascalis, dopo le recenti operazioni delle forze dell’ordine: “Il sindaco, Marcello Amante, aveva il dovere di venire in Consiglio comunale e dirci cosa ha fatto all’indomani delle notizie di stampa o cosa intende fare. Candidamente ha affermato che non voleva trattare l’argomento in Consiglio. Mi sarei aspettato che venisse in Consiglio a dirci che appena apprese le notizie di stampa si era preoccupato di chiedere un incontro al prefetto di Lecce per valutare eventuali rischi per la sicurezza dei cittadini. Il minimo che poteva fare era una richiesta di maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, ma evidentemente non ha fatto nulla di quello che un amministratore accorto dovrebbe fare”.

De Pascalis entra nello specifico, puntando il dito sulla gestione dello stadio comunale: “L’operazione della Procura di Lecce, è stata utilizzata dal sindaco per vestirsi da eroe in quanto – a settembre 2017 – decise di mettere i lucchetti allo stadio comunale. 

L’azione è partita dal commissario straordinario Aprea e aveva l’obiettivo di migliorare la gestione dei crediti e la loro riscossione. I lucchetti allo stadio sono stati messi perché non veniva saldato quanto dovuto dal gestore ed era un atto dovuto visto che l’iter era già in itinere al momento dell’insediamento di questa maggioranza. Ma al sindaco chiedo quali azioni ha posto in essere per recuperare quel credito, non solo da quella società, ma da tutte le associazioni che gestiscono le strutture comunali destinate alle attività sportive e che hanno maturato un debito verso l’amministrazione. Questo significa avere la schiena dritta”.

Il consigliere sottolinea come che il 13 marzo scorso avesse fatto richiesta di accesso agli atti per tutte le strutture sportive di proprietà comunale: “Solo il 14 maggio gli uffici hanno inviato parte della documentazione e non è la prima volta che non sono solleciti a fornire gli atti richiesti. Dalla documentazione si evince la grande confusione con cui gli uffici gestiscono i rapporti con le associazioni, al punto che alcune posizioni debitorie hanno cifre altissime: dai 30 ai 50mila euro e nessuna azione di recupero è stata intentata”.

 

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