Chirurgia leccese, 1200 interventi all'anno: a novembre pronto il nuovo padiglione

giovedì 17 maggio 2018

Viaggio nella chirurgia leccese, a quota 1200 interventi all’anno: a novembre il trasferimento nel nuovo padiglione. Il futuro è la robotica, il presente a denti stretti per il personale che non basta mai.

Nell’ospedale "Vito Fazzi" di Lecce la dottoressa Stefania Romano guida il reparto di Chirurgia in attesa dell’arrivo del nuovo primario Marcello Spampinato: circa 1200 interventi all’anno con le urgenze destinate ad aumentare in estate, proporzionalmente all’aumento dei turisti. Dal politrauma complesso all’appendicite, passando per i tumori: a Lecce un’équipe di lungo corso sul campo riesce a dare risposte all’altezza della situazione. I tagli governativi alla sanità di questi anni non hanno inclinato il funzionamento del reparto, ma il personale è stato costretto a enormi sacrifici: sono arrivati nuovi medici, ma dopo la spending review e i pensionamenti sopportati nel passato c’è sicuramente bisogno di nuovi inserimenti nella ricca squadra della chirurgia leccese. L’ospedale "Vito Fazzi" è in grado di dare risposte efficaci a pazienti leccesi e anche a chi viene da fuori regione. Chirurgia è un reparto efficiente, con delle buone recensioni da parte degli utenti, che spera in un futuro in cui la tecnologia robotica in campo chirurgico possa approdare anche a Lecce, quella in cui la macchina traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo e permette una reale visione tridimensionale del campo operatorio. “Entro l’anno prossimo Chirurgia si trasferirà nel nuovo padiglione: una struttura all’altezza di questo reparto” – spiega Ottavio Narracci, direttore generale dell’Asl Lecce. Il Dipartimento di Degenza e Accettazione è pronto: a fine 2018 entrerà in funzione. Si tratta di una struttura sostenibile dotata delle nuove tecnologie.

Intervista alla dottoressa Stefania Romano, direttore di Chirurgia Vito Fazzi di Lecce.

Dottoressa, anche quest’anno chiuderete a quota 1200 interventi?

“Probabilmente anche di più: ci sono utenti che provengono persino da fuori regione. Il campione di pazienti su cui interveniamo e ampio: la chirurgia generale si occupa di problemi che vanno dall’ernia, alla tiroide, ai difetti della parete addominale, traumi, colicisti, fino alla chirurgia oncologica e tanto altro. Procediamo con quattro pazienti in una seduta operatoria, a seconda dell’intervento. Quando facciamo interventi sul colon, che sono un po’ più lunghi, riduciamo il numero di pazienti. Ma manteniamo il numero di procedure che abbiamo fatto negli anni precedenti. E’ un’unità operativa grande: abbiamo 40 posti letto e tanto personale impegnato. Ecco perché oggi siamo sopra i 1200 interventi l’anno”.

Il Fazzi è un ospedale all’avanguardia dal punto di vista tecnologico?

“Siamo in una condizione di media avanguardia: siamo nelle condizioni delle altre città, anche del nord. Potenzieremo le tecnologie nei prossimi mesi”.

C’è bisogno di rinforzi?

“Si dice sempre che se ci sono dieci ambulanze, ne serve un’altra per l’undicesimo incidente. In questo reparto non è mai abbastanza il personale. Per fortuna quest’anno sono stati assunti 4 giovani medici, che si sono già inseriti bene nell’équipe. Il reparto è molto grande e l’assistenza con le complessità operatorie incrementa e quindi andrebbe adeguato. Però, ci sono degli operatori che lavorano con un’abnegazione che oggi è difficile trovare in giro. Per questo abbiamo ricevuto spesso i ringraziamenti dei pazienti”.

Il vostro sforzo viene percepito all’esterno? In genere si parla sempre per gli eventi negativi della sanità.

“Per fortuna le recensioni di tanti pazienti sono confortanti. Si possono leggere anche i dati della chirurgia generale di Lecce e dell’assistenza correlata: abbiamo raggiunto gli stessi risultati dell’ospedale Niguarda di Milano. Questo non lo dico io, ma è scritto nero su bianco: è una piccola soddisfazione. I risultati sono interessanti considerando che usciamo da un periodo complesso. Sono stati anni di ristrettezze economiche”.

Pronti per le urgenze dell’estate?

“Prontissimi. Per noi il paziente è al centro e l’aumento degli interventi non ci spaventa”. 


Gaetano Gorgoni

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