Palle inattive e tiri da fuori i segreti di Liverani: le statistiche giallorosse

mercoledì 16 maggio 2018

Una super difesa alla base della vittoria del campionato di Lepore e compagni. L'attaccante di Partinico è anche il più decisivo dalla panchina.

In attesa che il Lecce torni in campo per l’importante ma non certo fondamentale Supercoppa di Serie C, c’è il tempo e lo spazio per dare un’occhiata in maniera più approfondita sui dati che hanno contornato il campionato dei giallorossi. Un torneo per lunghi tratti dominato dai giallorossi, capace di essere in vetta dall’ottava all’ultima giornata (una rarità per la terza serie, ma non solo) grazie ad alcuni fattori, tra cui difesa inossidabile e ritrovata efficacia sulle palle inattive, che hanno fatto la fortuna di Fabio Liverani, il quale ha costruito il suo giocattolo perfetto sfruttando al meglio le caratteristiche degli uomini a suo disposizione, cosa mai pienamente accaduta di recenti dalle parti del Via del Mare.

Lo stakanovista della squadra, nonché la vera sorpresa del campionato, Andrea Arrigoni, trasformato in poche settimane da comprimario a protagonista assoluto della promozione. Il metronomo ha giocato tutte e 36 le gare di campionato, seguito a 35 da Perucchini (che ha saltato l’ultima gara solo per far esordire Chironi, trovando finalmente quella continuità assoluta e priva di acciacchi fisici che ne ha consacrato definitivamente le qualità), a 34 da capitan Lepore (meno insostituibile che in passato) e a 33 da Cosenza e Mancosu. L’elemento più sostituito (13) è stato il portoghese Costa Ferreira, che ha disputato interamente solo una delle 25 partite in cui è sceso in campo, simbolo di una condizione che ha faticato a restare a livelli ottimali creando sulla trequarti qualche problema, comunque risolto. Il più subentrato è stato invece Matteo Di Piazza, inserito 12 volte dalla panchina e il più influente a gara in corso con 2 centri di cui uno fondamentale nel big match con il Catania. Oltre all’ex Foggia, solo Dubickas è riuscito ad andare in gol da subentrante, segno che al Lecce è mancata qualcosina in termini di finalizzazione soprattutto dalle seconde linee. I big invece hanno dato il loro contributo in zona gol in maniera costante e distribuita, come dimostrano le 10 marcature del miglior realizzatore giallorosso Di Piazza, le 8 di Caturano, le 7 del centrocampista-goleador Mancosu e le 5 di Saraniti (vice-cannoniere del campionato) e Torromino. Tra i difensori, spiccano i 3 centri a testa di Cosenza e Lepore.

Il re degli assist (10) è stato Arrigoni, efficace sia nel lancio dalle retrovie che nel cross da palla inattiva. Alle sue spalle Lepore, con il quale divide il compito di battitore scelto, Di Piazza, sorprendentemente il più altruista tra gli attaccanti, e Di Matteo, inarrestabile sulla fascia nella prima metà di campionato. Rispetto al passato, i “cattivi” sono stati pochissimi. Sotto questo profilo regna incontrastato Ciccio Cosenza, capace di assicurarsi ben 14 cartellini gialli facendo il vuoto alle sue spalle. “Solo” 5, infatti, le ammonizioni subite da Marco Armellino, l’unico squalificato per somma di provvedimenti assieme al difensore centrale. Uno solo invece il rosso nella stagione del Lecce. E’ quello subito da Matteo Di Piazza alla seconda giornata con il Trapani, il quale gli è valso tre turni di squalifica a causa del fallo di reazione su Marras. Un dato comunque positivo, quello dell’unica espulsione avuta a proprio sfavore (una anche quella subita dagli avversari del Lecce, in particolare dall’akragantino Vicente) che dimostra la sostanziale tranquillità con cui si sono espressi in campo i ragazzi di Liverani.

Ma la vera forza della truppa giallorossa è stata la difesa. Una retroguardia che ha subito 30 marcature e che non fosse per il poker rimediato a Monopoli a campionato vinto sarebbe stata nettamente la migliore del campionato. Assieme ad una ritrovata solidità difensiva, al Via del Mare si è ritornato ad ammirare una squadra devastante sulle palle inattive. Non tanto dal dischetto (solo due i rigori a favore, sebbene entrambi trasformati) o su punizione diretta (uno il centro, quello di Tsonev con la Reggina), quanto su corner o punizione indiretta: undici centri sono arrivati così, in netta controtendenza rispetto ai disastrosi anni precedenti. Conferme invece sul piano dell’efficacia nelle conclusioni da fuori, che hanno visto esprimersi al top Mancosu ma non solo: dieci i gol arrivati da conclusioni dalla distanza. Tutti elementi (difesa attenta e ben posizionata soprattutto per evitare ripartenze, bravura sui calci da fermo e nei tiri da fuori) che contraddistinguono le big ad avere in mano il pallino del gioco e fronteggiare squadre scese in campo con il solo obiettivo di non prenderle e difendersi a riccio. Il Lecce dopo sei anni l’ha capito, ed il fatto che ciò abbia coinciso con la vittoria del campionato è solo una naturale conseguenza. Ennesimo chapeau a mister Liverani.

Fonte: Salentosport.net 

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