Vincere il cancro giocando d'anticipo, l'attività fisica riduce i rischi del 50%

giovedì 26 aprile 2018
La prevenzione dei tumori si realizza attraverso un cambiamento dello stile di vita: movimento, niente fumo, poca carne e screening. L’oncologa: “I ragazzi non sanno più mangiare e non si muovono”.


Ci sono delle regole d’oro da seguire per salvarsi dal peggior flagello sanitario della nostra epoca: il cancro. Chi gioca d’anticipo vince: questo significa prevenire. Tumore al seno, ai polmoni, al collo dell’utero e del colon-retto si sconfiggono con tre regole fondamentali: cambio dello stile di vita (no a sedentarietà, fumo e alimentazione disordinata); screening e vaccinazione contro il papilloma virus e l’epatite B. L’attività fisica riduce il rischio del cancro del 50 per cento: è scientificamente provato. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica è oggi in Piazza Sant’Oronzo con il suo camper per sensibilizzare la cittadinanza a mettere in atto una “prevenzione attenta dei tumori” e per fornire informazioni sull’innovazione terapeutica e sui progressi della ricerca in campo oncologico. In questo progetto nazionale sono coinvolte soprattutto le scuole, perché è da lì che bisogna partire, promuovendo la cultura del vivere sano. Insegnare che il fumo è un vizio sciocco, far capire che certi cibi da pochi euro, a base di scarti di carne, e altre bevande piene di colorarti e conservanti nocivi producono effetti devastanti sul nostro organismo. La strada è in salita, ma cominciando dalla tenera età si può vincere la scommessa. AIOM scende in piazza per questo con musica, attività sportive e tante personalità che promuoveranno questa iniziativa lungo tutta la giornata (ci sono anche alcuni calciatori del Lecce calcio a fare da testimonial).


FATTORI DI RISCHIO CHE SCATENANO IL CANCRO


La scienza continua a interrogarsi sulle cause che scatenano i tumori: il primo elenco è stato stilato nel 1981 da due ricercatori inglesi (Richard Doll e Richard Peto), che individuarono come fattori scatenanti fumo, alimentazione, radiazioni, ormoni e virus. Oggi si è capito che il rischio è dato da una combinazione di elementi differenti: siamo più esposti al cancro se viviamo tra lo smog, mangiamo male, fumiamo, stiamo troppe ore davanti al pc e non facciamo sport.


COME METTERSI AL SICURO: PREVENZIONE PRIMARIA, SECONDARIA E TERZIARIA


Per ridurre l’incidenza dei tumori si parte dalla prevenzione primaria eliminando i fattori di rischio: carne e dolci solo una volta alla settimana; alimentazione varia e sana; abolire fumo e droghe; fare il vaccino contro epatite B e papilloma virus. La prevenzione secondaria consiste nello screening: scoprire un tumore nella fase iniziale ci dà la possibilità di sconfiggerlo molto più facilmente. Quindi, mammografia al seno; pap-test per cervice uterina; ricerca di sangue occulto nelle feci (per tumore colon-retto); esami per individuare eventuali virus. La prevenzione terziaria consiste sempre nello stile di vita sano, che implica anche fare sport, per evitare che un cancro sconfitto torni a devastare la vita del paziente.


BENEFICI DELL’ESERCIZIO FISICO E DELLA DIETA MEDITERRANEA


La popolazione diventa sempre più pigra e affonda in una vita virtuale troppo sedentaria. In Italia il 30 per cento degli adulti tra i 18 e i 69 anni svolge meno attività fisica del necessario: invece, il nostro organismo ha bisogno di movimento, soprattutto nella terza età, dove una passeggiata al giorno allunga la vita. Lo sforzo per una corsetta aiuta a tenere lontano il cancro. Ecco i vantaggi dello sport: aumenta la richiesta di ossigeno del corpo rendendo la circolazione più efficiente, migliora la tolleranza al glucosio riducendo il rischio di diabete, diminuisce i livelli di pressione arteriosa e colesterolo, prevenendo così ipercolesterolemia, ipertensione e altre malattie cardiovascolari; riduce la probabilità di fratture e lo sviluppo di osteoporosi e i disturbi muscolari scheletrici; limita ansia, stress e depressione; previene le dipendenze e gli atteggiamenti violenti e fa dimagrire. La corretta alimentazione, poi, e soprattutto la nostra dieta mediterranea, varia e ricca di frutta, verdura, cereali, legumi, pesce, carne e olio, ci consentirà di riequilibrare il nostro organismo e ci terrà sempre in forma.


L’INTERVISTA ALLA DOTTORESSA SILVANA LEO, COORDINATRICE REGIONALE AIOM


Dottoressa, la seconda tappa del vostro progetto nazionale a Lecce: la prevenzione è la parola chiave per affrontare il problema del cancro.


“Certamente, ci sono tre tipi di prevenzione: lavoriamo su più fronti. Cerchiamo di far capire che ridurre il consumo di carne e di alcol può migliorare la nostra vita. Il problema della carne è che arrostendola si formano degli idrocarburi policiclici dannosi. Cerchiamo di insegnare ai bambini a mangiare verdura, legumi e frutta: quello che c’è nella dieta mediterranea. Dobbiamo imparare a mangiare come mangiavano i nostri nonni, dove la carne si metteva a tavola una sola volta la settimana, così come i dolci. L’alcol può provocare dei tumori al fegato, se si esagera. Fare sport, muoversi ed evitare il fumo sono obiettivi primari nella battaglia contro il cancro. Cominciamo dalle scuole per far capire che bisogna mangiare bene, controllare il peso corporeo e fare movimento”.


Ci sono passi vanti nella prevenzione secondaria?


“Sì, il vaccino contro l’HPV ai dodicenni ha fatto fare passi avanti. Abbiamo notato una quantità spaventosa di tumori nella cervice uterina, del cavo oro-faringeo e ano, correlati alle abitudini sessuali. I vaccini salvano la vita perché impediscono lo sviluppo dei tumori. Importantissimo anche lo screening mammario: l’aderenza in Puglia è bassa e stiamo lavorando per migliorare questi dati convincendo le donne a fare prevenzione. L’altro screening è quello contro il carcinoma del retto: dobbiamo controllare il sangue nelle feci e fare la colonscopia. Anche per evitare la recidiva è necessario cambiare lo stile di vita”.


La conoscenza ci aiuta a vivere meglio.


“Esatto: cominciamo dalle scuole. L’obesità aumenta: i ragazzi non sanno più mangiare. Come medici oncologi e come genitori dobbiamo insegnare ai nostri figli a camminare e a mangiare”.



Gaetano Gorgoni

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