La prova sotto un’unghia di Noemi, il dna incastra l’ex fidanzato

martedì 24 aprile 2018

L’accusa è di omicidio volontario con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti e futili e di aver agito con crudeltà.

Il Dna del fidanzato sotto un’unghia della sedicenne Noemi Durini, la sedicenne scomparsa da Specchia il 3 settembre 2017 e ritrovata morta il successivo 13 settembre sotto un cumulo di pietre nelle campagne di Castrignano del Capo. Del delitto si era auto-accusato l’allora 17enne fidanzato della vittima che poco tempo dopo il delitto ha ritrattato la confessione e ha accusato del delitto un meccanico salentino.

Secondo quanto emerse dall'autopsia, Noemi fu seppellita viva sotto un cumulo di pietre e morì asfissiata dopo essere stata picchiata, probabilmente a mani nude, e successivamente accoltellata alla nuca.

Il ragazzo dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini della Procura minorile, risulta l'unico indagato. È accusato di omicidio volontario con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti e futili e di aver agito con crudeltà.

 

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