Cardio-tc e risonanza magnetica, al “Fazzi” il massimo livello: la Tc 256 slice

giovedì 12 aprile 2018
È bene rivolgersi solo a chi garantisce macchinari di ultima generazione: l’utente informato rende migliore la sanità.

Cominciamo subito col dire che c’è una differenza enorme tra un esame con tecnologia d’avanguardia e un esame con macchinari obsoleti. È il principio che ha spinto i giudici amministrativi a bloccare gli esami in convezione per tutti gli ambulatori non dotati di risonanza magnetica con potenza almeno pari a 0,5 tesla. La sentenza del Consiglio di Stato del 27/06/2017 n. 3140 ha messo le cose in chiaro: si possono eseguire esami in convenzione solo se si dispone di determinate tecnologie. I macchinari obsoleti e meno potenti fanno solo danni, perché non sono in grado di andare a fondo e di diagnosticare problematiche che possono essere scoperte solo con mezzi idonei. Una risonanza con un macchinario inadeguato per studiare il sistema nervoso centrale rischia persino di viziare la diagnosi. In alcuni centri privati si è andati avanti con macchine sotto gli standard previsti per troppo tempo, percependo persino tanti soldi pubblici.

A Lecce e provincia, mentre il pubblico si è dotato di risonanze molto potenti (1,5 tesla al Fazzi), nel privato ci sono solo tre poliambulatori in grado di mettere a disposizione dei pazienti delle “grandi macchine” pari al livello pubblico: eppure, proprio uno di questi centri che hanno investito tanto in tecnologie all’avanguardia (il Poliambulatorio Calabrese) è stato penalizzato per mesi, visto che dopo la sentenza nessuno ha proceduto a un’immediata ripartizione dei budget (indirizzando i soldi che si davano ai centri inadeguati verso quei centri che avevano puntato sulle nuove tecnologie). Pubblico e privato devono andare a braccetto per poter scongiurare le liste d’attesa: è per questo che vengono stanziate puntualmente delle somme da dare ai privati per garantire determinati servizi. Nell’ospedale di Tricase esiste la tecnologia più all’avanguardia in questo campo: un macchinario da 3.0 tesla, praticamente la risonanza di ultimissima generazione. Il mese scorso la giunta regionale, con delibera del 13/03/2018, ha dettato le linee guida in ordine al regime autorizzatorio delle apparecchiature a risonanza magnetica con valori di campo statico di induzione magnetica non superiore a 0,5. Insomma, si provvederà a sondare tutti i centri per capire chi è in possesso delle nuove tecnologie: i centri che non sono dotati di apparecchiature all’avanguardia stanno cercando di mettersi in regola proprio in questo periodo, prima che la Regione realizzi il giro di vite. Chi non si adegua è fuori dalla ripartizione dei budget.

LA RISONANZA MAGNETICA

La risonanza magnetica (RM) è una tecnica d’indagine che non impegna i raggi X, ma utilizza campi magnetici e onde di radiofrequenza. Si tratta di un esame diagnostico che permette di approfondire la forma e la struttura di alcune parti del corpo: encefalo, colonna vertebrale (ernia, stenosi del canale e altro), addome, tutte le articolazioni (ginocchio, spalla caviglia e altro) e anche il cuore. Le azioni del campo magnetico e delle onde di radiofrequenza non producono alcun danno biologico. Le apparecchiature utilizzate sono tutte ad alto campo: da 1.5 tesla o da 3.0 tesla, che è il macchinario di ultimissima generazione. E’ molto importante che si utilizzino le nuove tecnologie, perché consentono immagini di elevato valore diagnostico a durata inferiore dei tempi di esame standard.

CARDIO-TC

Quando si studia il cuore, soprattutto nei casi di emergenza, occorre la massima velocità e la minima invasività: senza macchine all’avanguardia è inutile pensare di ottenere un buon risultato. Come sempre conta l’équipe, ma non si può trascurare l’innovazione. Chi vuole ottenere buoni risultati deve mettersi al passo, investire. Oggi, l’utente deve informarsi e capire quali sono i centri convenzionati in grado di fornire un servizio munito di nuove tecnologie. Insomma, no ai centri con macchine obsolete. Anche nel campo della Cardio-TC c’è da fare un po’ di ordine.

A Lecce, nel nuovo padiglione dell’ospedale Vito Fazzi presto sarà attivato il massimo della tecnologia: la TC 256 slice di ultima generazione, che consente la valutazione dello stato delle coronarie in maniera non invasiva e in tempi rapidissimi con un dettaglio di immagine decisamente superiore a quello ottenibile con apparecchi di generazione precedente. In pochi millisecondi è possibile ottenere immagini tridimensionali e precise del cuore e dei vasi sanguigni fino alle diramazioni di piccolo calibro; le coronarie vengono visualizzate in tutta la loro estensione e possono essere evidenziate le più importanti anomalie a loro carico.

In provincia di Lecce tutti gli studi erano abituati ad utilizzare la tecnologia a 64 slice, poi due centri privati (Calabrese e Città di Lecce) e il Fazzi hanno acquistato la Tc 128 slice, che è un macchinario che offre prestazioni straordinarie. Il paziente si stende regolarmente e in pochi secondi avrà il quadro di tutta la situazione: questo strumento naviga in vasi sottilissimi come le coronarie e individua le occlusioni: ciò significa evitare la coronografia, esame invasivo che si esegue per mezzo del cateterismo cardiaco. Dopo un elettrocardiogramma preliminare, al fine di monitorare i battiti cardiaci (non più di 65 al minuto, per verificare il ritmo regolare), quindi viene infuso il mezzo di contrasto. Tutto questo con dovute respirazioni monitorate dall'équipe di esperti.

“Le immagini vengono acquisite nel giro di pochissimi secondi, giusto il tempo di un'apnea respiratoria. Dopo questo l'indagine è finita senza utilizzo di cateteri o altri strumenti invasivi: il paziente torna a casa senza traumi - ci spiega la titolare del centro Calabrese, dottoressa Maria Luisa Calabrese - Con l'utilizzo di questa macchina si studiano gli stent, nei pazienti che hanno subito interventi con apposizione di stent (presidi cardiologici che vengono applicati alle ostruzioni gravi). La Tc 128 strati, quella utilizzata nel nostro centro, è in grado di studiare perfettamente questi tipi di patologie e di pazienti, perché rispetto a quelle classiche può seguire l'andamento del vaso post-stent, cosa che non può fare una macchina di potenza inferiore”.

Nei pazienti con sospetta malattia ostruttiva - coronarica, grazie alla Tc 128, si possono individuare con chiarezza le placche di vari tipi: da quella calcifica a quella fibrolipidica, fino a quella mista. La macchina ricostruisce il lume del vaso, cioè il diametro del vaso sanguigno, e attraverso dei calcoli di tipo matematico stabilisce il grado di stenosi del vaso. Anche lo studio dei bypass coronarici è più semplice con questo strumento: la visualizzazione è perfetta. “Per quanto riguarda le coronarie si possono studiare anche le piccole anomalie benigne rappresentate dal decorso anomalo- continua la radiologa - Abbiamo avuto un giovane paziente che si è rivolto a noi per un dolore anginoso atipico, con un test da sforzo un po' dubbio: lo abbiamo sottoposto a coronaro-Tc e aveva un ponte intramiocardico, cioè passaggio dell'arteria coronarica nel miocardio. Quando si sforzava, l'arteria dava dolore anginoso”. La Tc 128 è un occhio che vede ogni minimo particolare del nostro corpo, in zone irraggiungibili con gli strumenti tradizionali. Esiste l'applicazione Tc 128 per lo studio dell'apparato urinario, come per le coronarie: non ci sono più zone irraggiungibili. Tutte le cavità urinarie, dai calici fino agli ureteri, tutto si svela in pochi istanti, con 128 immagini al secondo.

Oggi è possibile l'uro-Tc, cioè studiare l'apparato urinario attraverso le due e le tre dimensioni. È fondamentale la figura del tecnico radiologo specializzato nell'uso di queste attrezzature e del medico che risponde a requisiti clinici ben precisi. Anche in questo caso la procedura è simile a quella di una Tc normale, però con delle scansioni particolari sull'apparato urinario che poi vengono ricostruite secondo il quesito clinico. La Tac 128 introduce cinque notevoli progressi nel campo della diagnostica: velocità, risoluzione spaziale, confort del paziente, riduzione della dose di raggi, immagini tridimensionali.

La velocità con cui vengono acquisite le immagini del cuore ha un livello mai raggiunto prima: inoltre, si possono vedere con chiarezza i movimenti di questo organo fondamentale per la nostra vita.  La tecnologia ha raggiunto livelli di cui il Salento non può privarsi, ma è importante comunicare che non c'è più bisogno di andare lontano per trovare le risposte giuste. L'innovazione tecnologica dei tomografi TC ha ottenuto risultati insperati per la prevenzione diagnostica delle malattie coronariche, per cui si può parlare di vera rivoluzione tecnologica: anche il Time ha dedicato una copertina a questo grande passo in avanti della scienza. Della stessa macchina sono dotati il Frisbie Memorial Hospital - USA e il Kanoya Heart Center  in Giappone. A questo bisogna aggiungere che la tecnologia di cui stiamo parlando appartiene alla classe «ultra low dose» in grado di ridurre l'esposizione del paziente ai raggi X di circa il 60-70 per cento rispetto alle migliori apparecchiature low dose. Tutti gli organi in movimento vengono studiati e osservati in ogni loro piccolo particolare. Il pubblico può dare buone risposte, soprattutto quando sarà attivata la Tc 256 slice nel nuovo padiglione del Fazzi, e anche il privato è all’altezza di fornire gli stessi servizi, ma attenti a rivolgervi solo a chi garantisce macchinari di ultima generazione: l’utente informato rende migliore la sanità.

 

G.G.

 

 

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