Vigili del Fuoco, mezzi insufficienti e inadeguati: è emergenza. Il Conapo scrive al prefetto

martedì 13 marzo 2018

Il sindacato dei pompieri scrive al prefetto e chiede un incontro per risolvere una vera e propria emergenza nel servizio di soccorso.

Automezzi insufficienti e spesso inadeguati alle esigenze del servizio del soccorso: è quanto denuncia il Conapo, il sindacato dei vigili del fuoco, in una lettera indirizzata al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, in cui viene chiesto un incontro per risolvere l’emergenza.

Le carenze, come spiega il sindacalista Giancarlo Capoccia, riguardano anche le attrezzature tecniche da intervento trasportate che costringono il personale a mettere a rischio la propria incolumità “ben oltre i limiti impliciti nelle caratteristiche del servizio d’istituto”.

“Il problema – chiarisce Capoccia -, nasce certamente dalla vetustà degli automezzi, che spesso si conta in decine di anni, sia dall’inadeguatezza delle risorse disponibili per la loro manutenzione, che frequentemente deve essere effettuata nei modi e nei tempi ‘economicamente compatibili’ con le risorse a disposizione, cioè in ritardo e con lavori parziali. Questo implica l’innesco di un circolo vizioso che fa divenire la manutenzione degli automezzi un pozzo nel quale vengono ‘gettate’ le risorse dei contribuenti. Il costo della manutenzione di automezzi così vecchi diviene così altissimo ed illogico, secondo qualsiasi ottica di buon senso”.

Capoccia evidenzia come spesso le squadre di soccorso operino con automezzi nei quali attrezzature importanti come gli auto-protettori delle vie aeree sono trasportati in modo chiaramente inidoneo, essendo costrette ad indossarle dopo l’arrivo sul luogo dell’intervento e non durante il tragitto, come dovrebbe accadere, con i conseguenti ed impliciti ritardi operativi: “Non è raro – afferma - vedere gli operatori spingere un automezzo per farlo andare in moto”.

Le condizione di estrema difficoltà non risparmiano gli uomini dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Gallipoli i quali si trovano ad utilizzare un’auto pompa serbatoio (mezzo primario per gli interventi di soccorso) “pezzo ormai di antiquariato”, in eterna riparazione. “Distaccamento – asserisce - peraltro passato a categoria superiore dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco proprio per il numero di interventi che svolge e per la copertura territoriale a lui assegnato”.

La situazione grave diventa tragica nel periodo estivo, a causa dell’enorme aumento degli impegni operativi (la scorsa estate quasi 6000 interventi in tre mesi), e della mancanza di automezzi ed attrezzature specifiche per la campagna di antincendio boschivo. Capoccia aggiunge inoltre che, “nella gestione delle competenze e delle funzioni transitate al CNVVF in materia di antincendio boschivo, a seguito della soppressione del CFS, la carenza di mezzi crea un gravissimo disservizio in termini di soccorso alla popolazione”.

“Crediamo – conclude - sia giunto il momento di chiedersi se e come sia possibile andare avanti in queste condizioni di lavoro, dato che siamo al punto di non riuscire a garantire l’adeguata efficienza e la necessaria efficacia del soccorso tecnico urgente da fornire alla popolazione”.

 

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