Manufatto al posto del trullo autorizzato in zona a vincolo paesaggistico: 4 denunce

lunedì 12 marzo 2018

Le denunce dopo il controllo operato in località Torre Mazza: una struttura autorizzata è risultata difforme al permesso di costruire.

Quattro denunce in località Torre Mozza, a Nardò, dove i carabinieri della Forestale di Gallipoli insieme al Nucleo di polizia edilizia della polizia locale e al personale dell’ufficio tecnico comunale denunciavano un 71enne, una 66enne, un 73enne e un altro 71enne, ritenuti responsabili di opera edilizie in area sottoposta a vincolo paesaggistico in totale difformità rispetto al permesso di costruire, con distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

In particolare, al momento del sopralluogo, veniva riscontrato un intervento edilizio in corso d'opera, con puntelli in acciaio, eseguito in totale difformità rispetto a quanto autorizzato. La stessa opera, infatti, rappresenta un organismo edilizio integralmente diverso, per tipologia costruttiva e materiali impiegati, rispetto all'originario manufatto rurale (trattasi di un trullo) per il quale era stato autorizzato il recupero strutturale, sulla medesima area di sedime.

Il trullo originario, invece, risulta completamente demolito mentre al suo posto risulta realizzato un manufatto in conci di tufo con cupola in cemento armato. Veniva inoltre riscontrato un ampliamento al manufatto difforme rispetto a quanto riportato nel titolo abilitativo rilasciato; tale intervento risulta in contrasto con la normativa urbanistica vigente in quanto è stata applicata la disciplina del c.d. “piano casa” in una zona dove la stessa disciplina risulta preclusa dal vigente regolamento comunale. Le opere venivano sottoposte a sequestro preventivo.

A Porto Cesareo, invece, in località Chiuserelle, i carabinieri denunciavano un 74enne del posto, per aver realizzato una recinzione in rete metallica assicurata a paletti in ferro per una lunghezza di 450 mt, senza le previste autorizzazioni. La struttura, sottoposta sequestro, è stata affidata alla custodia giudiziaria del funzionario della Regione Puglia. 

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