Il Tar blocca lo smontaggio del “Lido Rivabella”, sperano altri 4 stabilimenti gallipolini

giovedì 8 marzo 2018

Il provvedimento era stato emesso dal Comune di Gallipoli dando seguito alle sentenze del Consiglio di Stato. Il Tar ha deciso che invece dovrà essere rispettata la legge regionale del 2017.

Lo stabilimento “Lido Rivabella” non dovrà smontare. Lo ha deciso il Tar, accogliendo le istanze degli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano, sospendendo in via d’urgenza il provvedimento del Comune di Gallipoli che, annullando l’autorizzazione paesaggistica che consentiva il mantenimento delle strutture per l’intero anno solare, imponeva la rimozione nel periodo invernale.

Gli atti con cui il Comune ha annullato le autorizzazioni paesaggistiche annuali, in seguito alle sentenze del Consiglio di Stato, hanno interessato, oltre il Lido Rivabella (associato di Federbalneari), altri quattro stabilimenti balneari di Gallipoli, cioè il Lido Punta della Suina, il lido La Bussola, il lido Spiaggia Club e il lido Zeus-Mare Azzurro.

Con questo provvedimento, il Tar, innanzitutto, scongiura lo smontaggio e la rimozione delle opere del Lido Rivabella e, inoltre, specifica che i Comuni, anche nel caso in cui una sentenza precedente all’entrata in vigore dell’attuale legge regionale avesse confermato l’obbligo di smontaggio, non devono limitarsi ad imporre all’imprenditore di rimuovere le strutture nel periodo invernale ma devono in ogni caso emanare il provvedimento alla luce della legge regionale e dell’Ordinanza balneare del 2017.

Nello specifico, il Tar Lecce ha fondato il proprio provvedimento “in consid-razione non tanto del lungo lasso di tempo intercorso tra la sentenza del Giudice di secondo grado e il provvedimento impugnato (con cui alla stessa si dà esecuzione), quanto soprattutto in relazione al mutato contesto giuridico di riferimento.

 “La decisione, spiega Mauro Della Valle, Presidente di Federbalneari Salento- seppur avente carattere provvisorio, riveste particolare importanza in quanto consente al Lido Rivabella di non rimuovere le opere e, soprattutto, perché detta l’importante principio secondo cui gli stabilimenti balneari che hanno un permesso di costruire a carattere stagionale possono comunque richiedere al Comune di mantenere le strutture per l’intero anno solare”.

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