Troppi ricoveri, poco personale: servizio psichiatrico a rischio. I sindacati alzano la voce

domenica 25 febbraio 2018

Il reparto di Galatina è sottodimensionato pur avendo un alto numero di ricoveri: la segreteria territoriale Fsi/Usae di Lecce lancia l’allarme.

Grave carenza numerica del personale in servizio presso il servizio psichiatrico di diagnosi e cura del presidio ospedaliero di Galatina dove per poter adeguare la dotazione organica occorrerebbero 3 unità infermieristiche e 3 oss.

A lanciare l’allarme la segreteria territoriale Fsi/Usae di Lecce.

“Il personale che quotidianamente fatica per mantenere i livelli minimi di assistenza -scrivono il segretario territoriale Francesco Perrone e il dirigente sindacale Arianna Quarta-, continua a segnalare il crescente malcontento e disagio delle continue violazioni dei loro diritti, in particolare sui carichi di lavoro e sulla turnistica e, quindi sull’assistenza, così come previsto dalla legge dove si rammenta è obbligatorio il riposo giornaliero di 11 ore ogni 24 lavorate, specie in un reparto di diagnosi e cura psichatrico che dispone di 15 posti letto ad alto carico assistenziale ad rischio con ricoveri in tso e di tossicodipendenti ed alcolisti per i quali occorrono 15 infermieri dedicati”.

La legge stabilisce che per far fronte alla fine delle deroghe le Regioni “garantiscono la continuità” nell’erogazione dei servizi sanitari e l’ottimale funzionamento delle strutture, attraverso una più efficiente allocazione delle risorse umane ed attuando processi di riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture e dei servizi.

“Appare evidente -spiegano dal sindacato- che esiste una chiara carenza di personale, anche in considerazione dei carichi di lavoro e del fatto che vengono ricoverati sempre con maggiore frequenza oltre ai pazienti psichiatrici con ricovero volontari ed in tso anche pazienti tossicodipendenti ed alcolisti”.

I sindacati chiedono formalmente di conoscere il piano o la strategia aziendale messi in atto o previsti per consentire di superare la carenza evidenziata e nello stesso tempo rendere gli standard assistenziali qualitativamente più elevati e ridurre lo stress psico fisico a cui è sottoposto attualmente il personale dipendente.

“Non ci sarà disponibilità ad accettare forme di organizzazioni di lavoro -concludono- che comportino ulteriori aumenti di carichi di lavoro, nei confronti del già rosicato numero di operatori in servizio e si riserva sin d’ora di intraprendere ogni forma di lotta sindacale”.

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