Ecotassa, sconfitta la Regione: rimborsi per 10 milioni di euro a 74 comuni

mercoledì 21 febbraio 2018

La sentenza del Tar ha dato ragione ai ricorrenti sostenuti nelle loro ragioni dall’avvocato Luigi Quinto.

Ecotassa illegittima. Lo ha stabilito il Tar di Lecce, con sentenza depositata nella giornata di ieri, annullando i provvedimenti regionali e accogliendo il ricorso proposto da 74 Comuni della Provincia di Lecce, difesi dall’avvocato Luigi Quinto.

La vicenda risale al 2014 quando i comuni salentini, con in testa il Comune di Lecce, si sono opposti alla decisione della Regione Puglia di fissare l’ecotassa a 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica, corrispondente al massimo previsto dalla legge, per tutti i Comuni che non avevano raggiunto elevate percentuali di raccolta differenziata, dando così avvio alla battaglia legale.

Nel ricorso sono stati censurati gli atti regionali per violazione della legge statale risalente al 1995, che ha istituito l’ecotassa. I Comuni hanno rivendicato la riduzione dell’80% del tributo prevista per l’ipotesi in cui è conferito in discarica solo lo scarto di uno dei trattamenti previsti dalla legge. Richiesta cui la Regione si è opposta, invocando la premialità solo per il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, di fatto disapplicando la legge statale che invece valorizza il trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento.

In giudizio l’avvocato Luigi Quinto, nell’interesse dei Comuni salentini, ha dimostrato che il sistema impiantistico della provincia di Lecce, in funzione dal 2009, determina lo smaltimento in discarica di una percentuale contenuta nella misura del 30%, la più bassa della Puglia e tra le più basse del Paese, evidenziando come non si possa dare rilievo esclusivamente al momento iniziale della raccolta, ma occorra valorizzare anche la successiva fase di trattamento, poiché quello che conta è il quantitativo finale che viene conferito in discarica.

La tesi era stata in prima battuta condivisa dai Giudici del Tar di Lecce che con un’ordinanza del 2015 avevano rimesso alla Corte Costituzionale la valutazione sulla compatibilità con la disciplina statale della legge regionale pugliese. E la Corte Costituzionale, ad aprile dello scorso anno, aveva condiviso le ragioni dei Comuni, dichiarando incostituzionale la Legge pugliese.

Nonostante il pronunciamento della Corte Costituzionale la Regione Puglia aveva continuato a richiedere l’ecotassa maggiorata, non solo per il 2014, ma anche per le annualità successive, obbligando i Comuni a proporre altrettante impugnazioni.

Ad avvalorare il carattere definitivo della decisione del TAR c’è l’orientamento del Consiglio di Stato, richiamato in sentenza, secondo cui “il trattamento svolto presso gli impianti siti in provincia di Lecce appare rispondente alle finalità del sistema premiale in termini sia di recupero energetico che di riduzione della frazione di rifiuto smaltito”.

Il tributo a carico dei Comuni non potrà quindi superare l’importo di € 5,16 per tonnellata di rifiuto conferito in discarica. Adesso si vedranno le conseguenze pratiche della sentenza: “Bisogna distinguere due periodi temporali – chiarisce l’avvocato Luigi Quinto - quello precedente alla sentenza e quello successivo. Per il passato, della decisione potranno beneficiare i soli Comuni ricorrenti, in quanto gli atti regionali impugnati sono a contenuto plurimo. Stabiliscono infatti una tariffa per ogni singolo ente locale. L’annullamento disposto dal Giudice non riguarda l’intero provvedimento, bensì le singole determinazioni tariffarie. Solo chi ha proposto ricorso ha quindi diritto ad ottenere dalla Regione la differenza tra quanto versato e la minor somma di 5,16 euro. Tutto ciò salvo che l’Ente regionale, nell’ambito delle sue prerogative, non decida di estendere gli effetti della decisione del TAR a tutti i Comuni per evitare disparità di trattamento. Si tratta di cifre di enormi, che ad oggi superano i 10 milioni di euro, che dovranno essere restituite dalla Regione e che potranno contribuire a diminuire la pressione fiscale a carico dei cittadini. 

L’auspicio è che si ponga finalmente fine alla fase di contrapposizione e si passi ad un tavolo di confronto e concertazione tra gli enti coinvolti, così da pervenire ad una soluzione che possa salvaguardare sia il contenimento della tassazione a carico dei cittadini salentini, sia la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica”. 

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