A Lecce nel nome di Don Milani: da Liberrima e al Paisiello "Cammelli a Barbiana"

mercoledì 21 febbraio 2018
La Stagione teatrale di Comune di Lecce e Teatro Pubblico Pugliese, ospita un doppio appuntamento, a cura di Factory Compagnia Transadriatica, dedicato a Don Lorenzo Milani, prete, maestro e uomo. 

Giovedì 22 febbraio a Lecce, per la Stagione teatrale di Comune di Lecce e Teatro Pubblico Pugliese, doppio appuntamento, a cura di Factory Compagnia Transadriatica, dedicato a Don Lorenzo Milani, prete, maestro e uomo. Dalle 18 (ingresso libero) alla Libreria Liberrima l'attore Luigi D'Elia, l'assessora alla cultura del Comune di Lecce Antonella Agnoli e la regista Paola Leone presenteranno il volume "Cammelli a Barbiana. Don Lorenzo Milani e la sua scuola". Alle 20.30 (ingresso 6 euro) sul palco del Teatro Paisiello, D'Elia sarà in scena con l'omonimo spettacolo per la regia di Fabrizio Saccomanno. Il volume riproduce, infatti, il testo del monologo teatrale scritto a quattro mani da D’Elia e Francesco Niccolini. Prodotto da Thalassia – Teatri Abitati, distribuito e messo in scena da Inti, lo spettacolo si avvale della collaborazione della Fondazione Don Lorenzo Milani e del Festival Montagne Racconta.

Cammelli a Barbiana è la storia di una scuola nei boschi, dove si fa lezione tra i prati e lungo i fiumi, senza lavagna, senza banchi, senza primo della classe e soprattutto senza somari né bocciati. Lassù c'è tutto il tempo che serve per aspettare gli ultimi.  Una storia raccontata da Luigi D'elia, un artigiano della narrazione e un educatore ambientale. Luigi D'Elia, con i bambini, i ragazzi e le maestre ci lavora da oltre quindici anni tra la natura e i banchi di scuola. “Cammelli a Barbiana” è un racconto a mani nude, senza costumi e senza scena. Un racconto duro, amaro, ma allo stesso tempo intessuto di tenerezza per quel miracolo irripetibile che è stato Barbiana, e con tutta la sorpresa negli occhi di quei ragazzi dimenticati che, un giorno, videro un cammello volare sulle loro teste. Un ragazzo ricco, sorridente e pure bello. In lotta con la scuola e la sua famiglia. I domestici di casa lo chiamano “signorino”, e a lui non va giù. Ma è un figlio di papà che mentre i ragazzi della sua età vanno a combattere per Mussolini, studia da pittore. Eppure, sotto le bombe dell’estate del ‘43 lascia la sua bella e comoda vita per farsi prete, senza immaginare che da lì a una decina d'anni verrà esiliato in mezzo ai boschi dell’Appenino toscano dalla sua stessa Chiesa. Ma proprio lassù questo ragazzo ricco, sorridente e pure bello darà vita - con pochi ragazzi di mezza montagna - al miracolo della Scuola di Barbiana, diventando il maestro più rivoluzionario, dinamitardo e rompicoglioni del dopoguerra italiano: don Lorenzo Milani. Il libro, corredato da materiale fotografico, include anche testi di Manuela Correros Verbitsky, autrice della prefazione, di Sandra Gesualdi e dei due autori, Luigi D’Elia e Francesco Niccolini.
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