“Anatra zoppa”, il centrodestra esulta e rilancia: “Avevamo ragione. Ora no a inciuci”

lunedì 19 febbraio 2018

Si moltiplicano i commenti esultanti del centrodestra leccese che parla di “svolta” in favore della “legalità” e della “democrazia”: la parola d’ordine, però, è vietare gli inciuci. Apertura a “obiettivi comuni” di Adriana Poli Bortone.

Sorrisi e soddisfazione nel centrodestra leccese e salentino per l’esito del Consiglio di Stato che sottrae la maggioranza numerica all’amministrazione Salvemini e rimette in discussione la durata del governo nel capoluogo.

Due gli elementi su cui ruotano prevalentemente i commenti, al di là degli auguri ai neo consiglieri che “rientrano” a Palazzo Carafa, ovvero “ristabilita la democrazia” e “no ad ogni forma di inciucio”.

Giliberti: “Impensabile l’inciucio: chi sostiene Salvemini lo fa solo per la poltrona”

Mauro Giliberti, il candidato sindaco sconfitto da Salvemini, commenta soddisfatto la vittoria al Consiglio di Stato, plaudendo agli avvocati e rilanciando: “Abbiamo più volte segnalato punti del nostro programma condivisibili, a partire dai parcheggi. Abbiamo offerto collaborazione sul filobus e tanti altri temi. La nostra mano tesa è sempre stata snobbata. Adesso chiunque sostenga questa amministrazione lo fa solo per attaccamento alla poltrona. La nostra posizione è chiara: no agli inciuci”.

Vitali: “Sindaco, da oggi se vuoi governare devi seguire le linee del centrodestra”

Da Luigi Vitali, coordinatore pugliese di Forza Italia e candidato al Senato, arriva un avvertimento a Salvemini, dopo il responso: “Da oggi i lavori del Consiglio comunale non potranno che risentire della cosiddetta ‘anatra zoppa’, con una maggioranza di colore politico diverso da quello di cui è espressione il Sindaco. Ciò significa che lo stesso sindaco dovrà agire rispettando e seguendo le indicazioni della maggioranza di centrodestra. Altrimenti dovrà assumersene le responsabilità".

Pagliaro: “Anatra zoppa, siamo contenti, è stata ristabilita la democrazia”

Contento anche Paolo Pagliaro, editore e candidato alle politiche per Forza Italia, che dichiara: “Il Consiglio di Stato, respingendo gli appelli, conferma la sentenza del Tar, che si era basato sui numeri e non sulle interpretazioni personali, ristabilisce la democrazia e nomina il commissario per la sostituzione dei consiglieri: a Lecce è ‘anatra zoppa’. Una decisione importante e giusta; siamo contenti che le scelte degli elettori siano state rispettate. Auguriamo buon lavoro alla nostra Federica De Benedetto e a tutti i consiglieri che potranno dare voce, seppur con un po’ di ritardo, ai cittadini che hanno creduto in loro e nel progetto del centrodestra”.

Sturdà: “Ristabilita la legalità. La rappresentatività è valore della democrazia”

"A Lecce è stata ripristinata la legalità": è questo il parere del coordinatore cittadino di Forza Italia Cristian Sturdà, che commenta: "I giudici romani - prosegue - hanno a ben ragione confermato la decisione dell'ottobre scorso del Tar di Lecce che già in primo grado aveva dato ragione alla coalizione di centrodestra, vera vincitrice delle elezioni comunali del giugno scorso. La rappresentatività è un valore cardine della democrazia che di certo non poteva essere sacrificato sull'altare della governabilità. Forza Italia adesso porta un suo nuovo esponente a Palazzo Carafa: per questo facciamo i nostri migliori auguri a Federica De Benedetto, adesso donna con più preferenze presente in Consiglio Comunale".

De Benedetto: “Dopo due gradi di giudizio vittoria per me e per il centrodestra”

Sorride Federica De Benedetto, beneficiata dal risultato al Consiglio di Stato: “Dopo 9 mesi, due gradi di giudizio – dichiara -, oggi il Consiglio di Stato dà torto alla sinistra leccese e mi dichiara definitivamente consigliere (come già fatto dal Ministero dell'Interno). Grazie per la vicinanza in questi mesi che per me sono stati più difficili di quanto abbia mostrato. Ma non mi sono mai sentita sola”.

Signore: “Pala entra in consiglio, giustizia è fatta”

Esultano i vertici provinciali di Fratelli d’Italia che potranno contare sul terzo consigliere comunale: Giorgio Pala. “La sentenza del Consiglio di Stato - commenta Pierpaolo Signore, Portavoce Provinciale di Fratelli d’Italia - è per noi motivo di grande soddisfazione: giustizia è stata fatta. Da oggi Giorgio Pala raggiunge Michele Giordano e Paolo Perrone nel nostro gruppo consiliare.”

“Da oggi -continua- i cittadini leccesi possono sentirsi rispettati da una sentenza che rispecchia il dato elettorale di giugno: il centrodestra è, come è sempre stato, la maggioranza del Consiglio e dei leccesi. Non saranno gli inciuci a farla da padrone né oggi in Consiglio Comunale né dopo il quattro marzo. In questo senso, e come sempre, la coerenza del nostro partito e del nostro Presidente Giorgia Meloni sono la certezza che un voto dato a noi è e resta un voto per il centrodestra”

Poli Bortone: “Sindaco trovi maggioranza su obiettivi condivisibili”

L’ex sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, è una voce fuori dal coro nel centrodestra e ragionando sull’assenza dei partiti e sull’esplosione del civismo come causa della situazione odierna, commenta: “Personalmente ritengo che i cittadini siano stufi sia dell'assenza di ideologia, sia di partiti ben strutturati, sia di ricorso alle urne troppo frequente e disorientante per la molteplicità delle leggi elettorali che non aiutano certamente a scegliere né lo schieramento, né tante volte il candidato. Per il caso specifico di Lecce, la sentenza era pressoché scontata, come pressoché scontato, immagino, che sarà il percorso che l'attuale amministrazione vorrà fare per essere coerente con quanto detto agli elettori leccesi al momento del ballottaggio. Per cui, il sindaco dovrebbe rivolgersi ai consiglieri per individuare una maggioranza su obiettivi condivisibili, ma non certo sul programma complessivo”.

Boccia: “Leadership di Salvemini è volontà popolare. Bene Poli Bortone su obiettivi comuni”

"Non sarà certamente un tribunale a fermare la volontà popolare. Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha vinto nettamente il ballottaggio indicando, nello stesso tempo, nuovi orizzonti per l'intera città. Non sarà certo la decisone, sempre rispettabile, del Consiglio di Stato a fermare il cammino che Lecce ha intrapreso. Sulla rotta indicata da Salvemini tutti coloro che credono in questa nuova fase possono dare il loro contributo, proprio come avvenuto durante il ballottaggio. Le parole di Adriana Poli Bortone su possibili obiettivi comuni nell'interesse della città sono assolutamente condivisibili". Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e capolista a Montecitorio nel collegio plurinominale del Salento, commenta la decisione del consiglio di Stato sul comune di Lecce.

Perrone: “Esito inevitabile, ora il pallino nelle mani di Salvemini”

Il consigliere comunale Paolo Perrone commenta: “La vicenda, da un lato, evidenzia una volta di più la debolezza della politica o di una parte di essa, che ha strumentalizzato la situazione facendo intendere all'opinione pubblica che questa legge fosse una legge dalle diverse interpretazioni. Insomma, eludendo surrettiziamente un esito inevitabile. L'onestà intellettuale di Carlo Salvemini avrebbe dovuto suggerirgli di dichiarare ai leccesi sin dal primo giorno di aver ricevuto un mandato a metà. Senza dubbio sindaco di Lecce, ma con una composizione del Consiglio comunale tale da obbligarlo a governare senza poter ignorare il programma del centrodestra”.

“Si è trattato – aggiunge - comunque di un colpo inferto alla regolare vita democratica della istituzione comunale leccese, visto che è rimasto in piedi per dieci mesi un Consiglio illegittimo e visto che è servito così tanto tempo per avere giustizia. Cosa sarebbe successo a parti invertite? Salvemini avrebbe accettato il verdetto o avrebbe inscenato il funerale sfilando con la bara della democrazia per le vie della città? È chiaro che si apre adesso una fase delicata per l'ente e per la città. Il pallino è nelle mani di Carlo Salvemini che dovrà rispettare questo verdetto da un punto di vista politico e amministrativo oppure trarre altre conseguenze”.

Stefàno: “Salvemini sarà capace di guidare questo passaggio”

Dario Stefàno, candidato del Pd al Senato, dichiara: “Per cultura politica di siamo abituati al rispetto delle sentenze come delle ordinanze emesse dagli Organi deputati a dirimere contenziosi. Anche per questo ci distinguiamo da coloro che ieri attaccavano ferocemente l’ufficio elettorale ed oggi gioiscono di un risultato che, evidentemente, non consente loro di leggere ancora quello che è successo a Lecce. E cioè che la città ha espresso con chiarezza un segnale inequivocabile di chiusura col passato, di cambiamento netto rispetto ad un progetto di città che si è dimostrato inadeguato perché autoreferenziale e con lo sguardo rivolto solo ai pochi. E l'impronta di questo cambiamento è già percepibile agli occhi di tutta la comunità leccese, grazie ai soli pochi mesi di lavoro prodotto. Siamo certi che Carlo Salvemini sarà autorevole e capace di guidare anche questo delicato passaggio politico, con il rigore, l’autorevolezza e la chiarezza politica necessari”.

Deta: “Il lavoro di Salvemini non può fermarsi per una sentenza”

 

"Il lavoro di Carlo Salvemini non può essere fermato dalla sentenza del Tribunale, i cittadini leccesi lo scorso mese di giugno hanno scelto un sindaco che in questi mesi ha dato nuova linfa a tutto il territorio con proposte, progetti e interventi che in pochi mesi hanno cambiato il volto alla città. Senza dimenticare che il progetto politico di Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci in questo momento rappresenta un esempio di buona politica al servizio dei cittadini e non della politica”. Così Maurizio Deta, segretario cittadino del Pd di Lecce.

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