Rimborsopoli, ora i partiti passano al contrattacco: “Retorica dell’onestà inconsistente”

martedì 13 febbraio 2018

Attivisti e simpatizzanti, seppur feriti dal caso, ricordano che nel Movimento le “mele marce” vengono messe da parte, ma i partiti tradizionali colgono la palla al balzo per polemizzare coi grillini e chiedere il ritiro dei candidati salentini.

Il caso “Rimborsopoli” che sta scuotendo il Movimento Cinque Stelle sta facendo discutere da ormai diversi giorni: sulla rete e sui social, attivisti e simpatizzanti dei grillini chiedono conto dell’accaduto ma allo stesso tempo si stringono attorno ai propri portavoce, ribadendo come comunque le “mele marce” siano subito messe all’angolo. Un concetto, peraltro ribadito dallo stesso premier in pectore Luigi Di Maio, che continua ad assicurare che si stanno facendo tutte le doverose verifiche e che non ci saranno sconti.

Sempre tra i grillini, seppur colpiti da questo caso, si evidenzia come, al di là delle anomalie, la restituzione degli stipendi per il fondo del microcredito sia comunque un dato di fatto, al contrario di quello che accade nei partiti tradizionali, che invece continuano ad intascare per intero il proprio compenso: in buona sostanza, ci saranno pure degli errori, ma nel suo complesso l’iniziativa esiste e funziona.

Ma come diceva Pietro Nenni “In politica a furia di fare i puri trovi sempre qualcuno più puro che ti epura”. E, infatti, proprio i partiti tradizionali oggi si buttano a capofitto nella polemica, criticando quella che definiscono una “inconsistente retorica dell’onestà”.

I primi sono Giordano Masini, Andrea Salvati e Ilaria Donatio di “+Europa”, la formazione di Emma Bonino, che dichiarano in una nota congiunta: “L’idea secondo la quale il malaffare sia un corpo estraneo alla società civile e al Paese reale, prodotto di una fantomatica ‘casta’ scesa da un altro pianeta, si presenta sempre uguale a se stesso, infrangendosi ogni volta che gli autoproclamati rappresentanti dell’innocenza popolare vengono chiamati alla prova della realtà”.

“E così oggi – aggiungono - inevitabilmente la realtà presenta anche i grillini come pessimi amministratori e cattivi politici, e anche Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella verranno divorati dalla loro stessa ideologia. Probabilmente non saranno gli ultimi. Come ci si può fidare di chi ha presentato attestazioni di bonifico false? E meno male che si trattava di una prescrizione interna al movimento: un imprenditore, al loro posto, avrebbe già chiuso i battenti. Viene da chiedersi cosa accadrebbe se queste persone dovessero andare al Governo”.

Anche Luciano Cariddi, candidato all’uninominale nel collegio di Nardò-Casarano invita a fare “meno moralismi” e ad avere “più serietà”: “Attendo che l’intera questione sia chiarita in ogni suo aspetto – afferma -, ma se fosse vera l'entità della vicenda per quanto emerso dall’inchiesta delle Iene, ci sarebbe davvero da preoccuparsi ad affidare già solo le sorti di un condominio, figurarsi quelle del Paese, nelle mani di persone abituate a dare lezioni di moralità agli altri, ma che poi prende in giro la gente. Al governo serve una classe politica che sappia davvero tutelare gli elettori, con competenza e serietà, oltre che con provata onestà. E onesto lo è ognuno, fino a prova contraria, prova che arriva anche per chi a parole si professa duro e puro”.

Anche da Liberi e Uguali arrivano accuse pesanti rivolte ai candidati grillini salentini. Antonio De Donno, che invita il senatore Buccarella a “chiedere scusa a tutti i salentini”: “La presunzione della purezza della razza non la abbiamo e ne abbiamo paura.  Piuttosto mi viene un dubbio: è possibile che un movimento controllato al millimetro da un genio dell'informatica applicata al consenso e che si propone di governare un paese non abbia controllato un saldo dei versamenti inneggiati a strada maestra del verbo five stars? O girava voce che si poteva fare tanto nessuno avrebbe mai controllato tantomeno il grande computer del Grande Fratello Casaleggio a cui non funzionava Excel?”

Il coordinatore provinciale Salvatore Piconese parla di “vero scandalo politico”: “Oggi – dichiara - emerge una verità politica, la quale svela realmente che nel M5S è largamente diffuso il falso moralismo e sono ampiamente praticati comportamenti in malafede”. Quindi, chiede al senatore Buccarella e alla senatrice Lezzi di ritirarsi dalla competizione elettorale come “unico e vero atto di coerenza”.

Irene Strazzeri aggiunge che “I cinquestelle mentono agli Italiani”: “Altro che trasparenza e partecipazione. Qui siamo di fronte ad un movimento politico che dopo aver sbandierato integrità morale e democrazia rischia di emulare la solita vecchia politica fatta di piccoli e grandi favori e raccomandazioni a parenti, amici e amici degli amici, trucchetti del mestiere per fare incetta di consensi e continuare a garantirsi privilegi. Ma le bugie per fortuna non durano a lungo”.

 

Per D’Alema “I 5 stelle si caratterizzano per incompetenza e assenza di una classe dirigente. Rimborsopoli dimostra che ci vuole poco a imparare i difetti della politica. Invece, per impararne le virtù, a partire dal senso dello Stato, ci vogliono anni. Per questo, M5S rappresenta una prospettiva rovinosa per il paese". 

 

 

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