Sorpresa dagli scavi per edificare un condominio: i resti di tre capanne preistoriche

lunedì 12 febbraio 2018

Lo comunica la Soprintendenza dell’archeologia belle arti e paesaggio Brindisi, Lecce e Taranto che ha fatto il punto sulle ricerche.

L’insediamento di tre capanne preistoriche è venuto alla luce ad Arnesano, in località “Riesci”. Lo comunica la Soprintendenza dell’archeologia belle arti e paesaggio Brindisi, Lecce e Taranto che ha fatto il punto sulle ricerche.

“Da marzo a settembre del 2017 -spiega in una nota l’ente ministeriale- nell’ambito delle indagini archeologiche preventive alla costruzione di due edifici residenziali pubblici e di un’abitazione privata, sono state individuate le tracce di un insediamento a capanne di età neolitica.

La località era già ben nota alla letteratura archeologica per aver restituito in passato i resti di una tomba neolitica. Gli scavi archeologici condotti in quest’ultima occasione hanno consentito di riportare alla luce i segni di tre capanne.

La prima è individuata da tre buche circolari praticate sul banco di roccia, collegate da una canaletta, che descrivono un ambiente presumibilmente di forma ellittica di circa 25 mq. Le buche contenevano piccole pietre interpretabili come zeppe per la tenuta di pali lignei, mentre al centro una buca di grandi dimensioni consentiva probabilmente l’installazione di un grosso palo ligneo a sostegno della copertura.

La seconda capanna, di dimensioni inferiori (circa 11 mq), era delimitata da 15 buche di piccole dimensioni, e presenta sul lato occidentale altre due buche allineate di maggiori dimensioni, forse riferibili ad un piccolo portico posto all’ingresso dell’ambiente.

A circa 130 m a nord delle precedenti capanne sono state rinvenute tre buche scavate nel banco di roccia, che rappresentano probabilmente il limite occidentale di una capanna di cui non è possibile stabilire forma e dimensione, a causa degli interventi di rasatura della roccia operati, presumibilmente nei primi del ‘900, nell’ambito di un’attività estrattiva.

Nelle aree indagate non sono stati rinvenuti piani di frequentazione dell’insediamento a causa dei pregressi interventi. Gli unici materiali recuperati (frammenti di selce e di ceramica ad impasto) provengono principalmente dal terreno di riempimento delle buche”.

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