Sud Est, per Mazzoncini giusto trasferirle a Fs. Ma non si spengono le polemiche

venerdì 2 febbraio 2018

Per l’amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato la scelta operato nell’agosto 2016 è stata la migliore per risolvere i gravi problemi delle precedenti gestioni.

“La scelta del Ministro Graziano Delrio di trasferire il 4 agosto 2016, con decreto, a FS Italiane la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in FSE - sottolinea Renato Mazzoncini Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane - si sta rivelando la più idonea per la soluzione degli annosi e gravi problemi dell’Azienda, frutto delle precedenti gestioni”.

Il nuovo percorso industriale di FSE, avviato dal gruppo FS Italiane in accordo con il Ministero dei Trasporti attraverso gli interventi di potenziamento della rete ferroviaria e con l’acquisto di nuovi bus (nei prossimi cinque anni sono previsti investimenti per 578 milioni di euro), come elaborato nel Piano concordatario che deve essere approvato dai creditori, secondo Mazzoncini, “ha rimesso al centro delle politiche aziendali la sicurezza del sistema e il rapporto trasparente con i clienti”.

“Il concordato preventivo – spiega ancora - in continuità potrà determinare, nel rispetto delle norme italiane e comunitarie, il risanamento contabile della società. Inoltre, la procedura concordataria ha consentito e consentirà alle Autorità competenti di accertare le cause che hanno determinato il dissesto economico e industriale di FSE e di perseguire le condotte dissipatorie della precedente gestione nonché il recupero dei connessi crediti, diversamente destinati ad andare prescritti”.

Ma le polemiche dopo gli arresti eccellenti di ieri e l’inchiesta della Procura non si placano. Il consigliere regionale, Ernesto Abaterusso chiede alla politica “di accendere ancora una volta i riflettori su un servizio di trasporto che fa acqua da tutte le parti, probabilmente il peggiore fra quelli offerti da tutte le regioni italiane. Non è accettabile la situazione di disagio e di degrado con cui quotidianamente sono costretti a convivere pugliesi e salentini che prendono il treno della sud Est per andare a lavorare o a studiare”.

“Sono ormai due anni – spiega - che Ferrovie dello Stato è diventata proprietaria di Fse e, ad oggi, solo parole. È necessaria una svolta drastica per garantire ai cittadini un servizio di trasporto adeguato. Di questo devono farsi carico Azienda e Istituzioni. A cominciare dall’ammodernamento dei mezzi dalla riorganizzazione dell’intera rete ferroviaria e dai lavori per la Metropolitana di superficie. È necessario che i pugliesi e i salentini in particolare, possano beneficiare di un moderno, efficiente e dignitoso trasporto pubblico. Ci sono in cassaforte circa 600 milioni da utilizzare per ammodernare rete e mezzi. Si proceda senza indugio”.

La candidata alla Camera di Liberi e Uguali nel collegio plurinominale di Lecce Daniela Sindaco assicura che l’impegno sul tema andrà oltre l’appuntamento elettorale: “Lavoreremo – dichiara - per il compimento dell’opera di ammodernamento ed elettrificazione della rete ferroviaria Fse da Martina Franca a Gagliano del Capo, una grande possibilità di sviluppo economico e sociale del territorio”.

Sulla vicenda, interviene anche il consigliere regionale del M5S, Antonio Trevisi: “Dopo gli arresti di ieri mattina e gli sprechi di denaro di cui leggiamo sui giornali, ci chiediamo ancora una volta: possibile che nessuno al Ministero dei Trasporti si fosse accorto di quello che stava accadendo?”.

“Dai giornali apprendiamo - incalza il pentastellato - di soldi sperperati i consulenze e spese inutili per la società. Fondi che avrebbero potuto essere usati per il rilancio delle Sud Est, che invece continuano a perdere passeggeri a causa di un sistema di trasporto che non funziona, con gli utenti costretti a viaggiare in condizioni disastrose e su treni fatiscenti e poco sicuri. Ringraziamo la magistratura per il lavoro che sta svolgendo e auspichiamo che vengano accertate tutte le responsabilità di chi ha portato le Sud Est in questa situazione”.

 

“L'investimento in corso per le infrastrutture al Mezzogiorno è gigantesco – ha invece spiegato Teresa Bellanova -, come è stato ricordato ieri a Napoli, con un totale di risorse disponibili per i prossimi 10 anni di oltre 40 miliardi di euro. Metropolitane, ferrovie, alta velocità che scende a Mezzogiorno, completamento della rete viaria, autostrade in Sicilia, corridoi ferroviarie europei nei porti del Sud, collegamenti ferroviari degli aeroporti. Un’opportunità enorme, costruita in questi anni. Quaranta miliardi di euro in 10 anni sono un investimento pubblico immane sul Mezzogiorno. Un investimento che in termini di occupazione collegata alla realizzazione delle opere vale circa 50.000 posti di lavoro l'anno. Noi, non altri, siamo quelli che hanno salvato le Ferrovie SudEst. Noi siamo quelli che stanno salvando l’Ilva e dando un futuro a Taranto”.

Altri articoli di "Economia e lavoro"
Economia e lavoro
23/05/2018
Il sindacato, unitamente alle proprie Federazioni ...
Economia e lavoro
21/05/2018
Ad annunciarlo con una lettera rivolta ai sindaci di ...
Economia e lavoro
19/05/2018
Appuntamento giovedì 24 maggio per l'evento promosso ...
Economia e lavoro
18/05/2018
Il progetto prevede un'ampia area commerciale, spazi verdi ...
Tutti i sintomi della “Sindrome da selfie”. Intervista alla dottoressa Silvia Perrone. Siete a cena e ...
clicca qui