Omicidio Manca, testimone ritratta: “Ho accusato Marchello perché mi era antipatico”

lunedì 22 gennaio 2018

Era stato minacciato da Omar Marchello, uno dei presunti assassini del 21enne ucciso nelle campagne di Lizzanello, dopo aver assistito a un pestaggio: oggi si è presentato in Procura per ritrattare tutte le accuse.

Svolta nell’omicidio di Gabriele Manca dopo l’arresto nei primi giorni di gennaio di tre persone, accusate per l'uccisione, avvenuta 19 anni fa (nel 1999), del 21enne di Lizzanello, in contrasto col clan mafioso dominante nel centro salentino: uno dei tre finiti in manette è Omar Marchello (gli altri Carmine Mazzotta di Lecce e Giuseppino Mero di Cavallino), ritenuto uno dei referenti della Sacra Corona unita locale, e incastrato da una testimonianza chiave, che, però, proprio questa mattina è stata ritrattata in Procura a Lecce.

L’uomo in questione, che aveva raccontato davanti al Procuratore Guglielmo Cataldi nel febbraio 2015 di essere testimone di un presunto pestaggio, avvenuto a Pisignano, con protagonista proprio Marchello, aveva rilasciato dichiarazioni che erano finite nelle indagini poi sfociate nell’arresto del 39enne di Lizzanello: per aver assistito a quanto accaduto, aveva poi denunciato di essere stato minacciato dallo stesso Marchello, che gli avrebbe intimato: “E tie nu ha istu nienti senò te fazzu fare la fine ca naggiu fatta fare allu Gabriele Manca… mangiatu te li cani intra le campagne”. Un messaggio chiaramente intimidatorio raccolto dalla Procura.

Oggi, però, la svolta: è stato lo stesso testimone a presentarsi nuovamente in Procura e a depositare un esposto indirizzato ai magistrati Guglielmo Cataldi e Antonio Donno, in cui ritratta tutte le accuse: “Specifico – chiarisce  – che Marchello Omar non mi ha mai riferito quella frase o altro, né tanto meno io ho assistito al pestaggio avvenuto a Pisignano la sera in cui Marchello mi avrebbe detto quella frase, bensì mi era stato raccontato l’accaduto del presunto pestaggio da una persona della quale non ricordo il nome”.

“Ho pertanto deciso – aggiunge – di accusare ingiustamente Marchello Omar perché provavo antipatia nei suoi confronti, ma ribadisco di non aver ricevuto mai nessuna minaccia da parte sua. Consapevole delle conseguenze penali che potrebbero seguire nei miei confronti”.

Per quanto riguarda l’omicidio Manca, secondo la ricostruzione della Procura a decidere la morte del 21enne furono proprio Marchello e Manca, mentre Merlo partecipò materialmente all’azione attirando il giovane nelle campagne dove si consumò il tutto: il 21enne fu ucciso con un colpo alla schiena da una cal. 7,65 probabilmente mentre tentava di fuggire. Tra Marchello e la vittima non correva buon sangue, tanto che il primo era rimasto ferito al volto dalla vittima nell’ambito di un contesto criminale molto complesso. Manca, dunque, sarebbe stato eliminato per una sorta di “credibilità” che l’associazione criminale cercava di recuperare.

 

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