Una tragedia greca?

giovedì 5 agosto 2010
La mancata firma del Piano sanitario regionale da parte del Governo potrebbe avere conseguenze devastanti per l’intera Regione Puglia. Per il ministro Giulio Tremonti sono necessari ulteriori approfondimenti per evitare il “rischio Grecia”. Per Vendola, invece, si tratta di “sabotaggio politico”
 
In che condizioni versa la salute della Puglia? Unica tra le regioni meridionali a non essere stata commissariata, corre il rischio di subire la sorte che qualche girono fa ha interessato la Calabria, con la nomina, cioè di un funzionario incaricato di guidare il rientro dal deficit economico. Eppure sembrava tutto pronto, fino a qualche giorno fa sul piano di rientro da 450 milioni, mancava solo la firma tra il presidente Nichi Vendola e il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, quando il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha posto il veto, causando, di fatto, lo slittamento a settembre (grazie alla proroga) dell’approvazione o meno del documento approntato dai tecnici regionali per rimediare allo sforamento del Patto di Stabilità, fatto che costerebbe 500 milioni di sanzioni. 
Il ministro Tremonti non solo non ha firmato ma è stato molto chiaro: “Noi non vogliamo che la Puglia diventi una nuova Grecia. Non accetteremo lo sviluppo di una politica di quel tipo”. Le ragioni sarebbero da ricercare, a parere del titolare del dicastero economico, nella stabilizzazione di 5mila lavoratori precari del settore sanità. Senza l’ok del Governo, per la Puglia si aprirebbero scenari difficili, venendo a mancare finanziamenti per circa 500 milioni e restando esposta alle agenzie di rating per altri 3 mesi. Eppure il Piano sanitario non pretendeva di distribuire rose e fiori, ma, al contrario una manovra di rientro, già oggetto di polemiche, che sarebbe dovuta passare attraverso la reintroduzione de ticket e, soprattutto il taglio di 2.500 posti letto e la chiusura di 13 ospedali con un risparmio di 76,4 milioni di euro nel 2010, oltre 301 nel 2011 e 412,6 milioni nel 2012. Il tutto senza aumentare le addizionali Irpef, Irba (imposta sulla benzina) e Irap e garantendo ulteriori coperture finanziarie per 321 milioni in tutto il triennio. 
Per Vendola la mancata firma sarebbe un “sabotaggio politico, economico e sociale. Tremonti è venuto addosso ai nostri interessi, agli interessi della Puglia e lo ha fatto sulla base di suggeritori che sono traditori della patria”, riferendosi a Fitto e a Palese. Che la questione sia anche politica lo dimostra il fatto che anche sulla clausola delle internalizzazioni si era trovato l’accordo. Il Governo aveva sollecitato il ritiro della legge “omnibus” che consentirebbe la regolarizzazione di 5mila precari di cooperative e aziende esterne nelle società della Regione presso ogni Asl  e della legge n. 27 del 2009 che regolamentava il turn-over del personale. La Regione si era impegnata a varare entro settembre una delibera di sospensione del procedimento fino al completamento delle verifiche su costi e benefici delle internalizzazioni. Un ragionamento che non ha convinto del tutto gli economisti di via XX Settembre, preoccupati che quanto assicurato dalla Regione fosse soltanto una promessa generica.
“La serietà e la responsabilità non hanno alternative -hanno dichiarato congiuntamente i ministri Fitto e Tremonti- sono punti di fondo che caratterizzano l'operato del governo nazionale e devono caratterizzare i governi regionali. Altrimenti, se la scelta politica viene prima dei numeri, come purtroppo sembra avvenire in Puglia, si finisce come la Grecia e noi abbiamo già detto che il nostro Governo impedirà che la Puglia finisca come la Grecia. Il Presidente Vendola sembra dimenticare che nell'ultimo anno su molte questioni il Governo ha dimostrato grande disponibilità nei confronti della sua Regione. In particolare, sulla firma del Piano di Rientro, abbiamo concesso una prima proroga con la Finanziaria 2010. Se la Regione sarà in grado di garantire l'equilibrio finanziario della gestione ed il rispetto delle altre condizioni previste dalla legge, siamo disposti a riaprire i termini per la firma del Piano. Noi chiediamo solo di poter fare sul serio partendo dai numeri. Se Vendola si sottrae alla logica dei numeri preferendo una logica ‘greca’, il sabotatore è lui. Di se stesso e della sua Regione”. Il presidente della Regione intanto ha deciso di informare della questione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. 
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