Caso gasolio non raffinato: Federconsumatori Lecce a supporto degli automobilisti

venerdì 5 gennaio 2018

Federconsumatori Lecce a disposizione degli automobilisti per fornire consulenza e assistenza dopo il caso del gasolio non raffinato.

Le "impurità" del gasolio stanno causano notevoli danni ai malcapitati automobilisti che hanno fatto rifornimento nei giorni tra Natale e Capodanno in diversi distributori del Salento. Negli ultimi giorni molti automobilisti (non ci sono, al momento, dati ufficiali) si sono rivolti a meccanici e officine lamentando il malfunzionamento dell'impianto di alimentazione della propria auto. In alcuni casi i malcapitati sono finiti in panne durante un viaggio. Le riparazioni effettuate dalle officine hanno evidenziato guasti all'impianto di alimentazione e filtri intasati. Il tutto dovuto, secondo quanto certificato in molti casi dagli stessi riparatori, alla presenza di ''gasolio sporco'' nel serbatoio e, quindi, nell'impianto dell'auto.

“Sulla veridicità dei fatti così riportati – spiega Antonio Moscaggiuri, presidente provinciale di Federconsumatori - saranno, naturalmente, le autorità competenti a doversi pronunciare”. Intanto Eni in una nota ufficiale ha chiarito la propria posizione e sono in corso approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti. I controlli stanno procedendo su più fronti.

«Il tam-tam tra coloro che hanno subito simili danni- spiega Moscaggiuri - ha condotto gli stessi a rivolgersi a Federconsumatori per segnalazioni e richieste di assistenza. Come tutelarsi: innanzitutto, è necessario dare prova che il danno subito sia stato causato dall'immissione, nell'impianto della propria auto, del cosiddetto ''gasolio sporco''. Questa certificazione può essere richiesta alla stessa officina che ha effettuato la riparazione».

«Altro aspetto fondamentale è provare presso quale distributore abbiamo effettuato il rifornimento di carburante. La richiesta di risarcimento dovrà, infatti, essere inoltrata al distributore. La prova può essere data, ad esempio, dalla stessa ricevuta rilasciata dal rifornitore. Può essere ricavata anche nel caso di pagamento effettuato mediante bancomat o carta di credito».

«A questo punto», secondo il presidente di Federconsumatori Lecce, «possiamo procedere con il primo passo diretto a far valere i nostri diritti. Ossia, inoltrare, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, una richiesta di risarcimento indirizzata al distributore e alla compagnia petrolifera allegando copia della documentazione in nostro possesso: ricevuta comprovante l'avvenuto rifornimento presso il distributore cui inoltriamo la richiesta; certificazione tecnica comprovante l'imputabilità del danno riportato al rifornimento di gasolio; ricevuta della riparazione dell'auto, necessaria alla quantificazione dell'importo da risarcire. Resta salva la possibilità di chiedere il risarcimento di ulteriori danni che proviamo aver subito. Si tenga presente che le compagnie petrolifere e i distributori, solitamente, stipulano polizze assicurative che coprono anche questi danni. In tal caso sarà più facile ottenere il risarcimento in tempi rapidi. Federconsumatori, presente su tutto il territorio provinciale, è a disposizione per fornire consulenza e assistenza».

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