Finanziaria, questa volta hanno vinto i disabili

giovedì 22 luglio 2010
In fase di conversione della Manovra, gli emendamenti più controversi nei confronti dei disabili sono stati eliminati. Rimane così il limite del 74% di invalidità per ottenere il sussidio
 
Per fortuna ha prevalso il buon senso. Gli invalidi non saranno costretti a comprovare la loro menomazione oltre la soglia del 74%. La Commissione Bilancio del Senato infatti ha approvato gli emendamenti che riguardano l’articolo della Manovra relativo alle invalidità civili. L’articolo in questione è il decimo, il Decreto Legge è il 78/2010 che ora passa all’Aula del Senato per la discussione e l’approvazione. Per quanto riguarda gli invalidi civili parziali il primo comma, quello più contestato, che prevedeva l’innalzamento all’85% della percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza riservato agli invalidi civili parziali, sarà del tutto abrogato. La percentuale minima sarà nuovamente fissata al 74% come d’altro canto avevano fatto presente  le associazioni che lavorano a favore dei disabili. E scompaiono di conseguenza anche le eccezioni al limite dell’85% per le patologie singole a cui fosse riconosciuta, in forza delle tabelle di valutazione, una percentuale di invalidità pari o superiore al 75%. 
Una questione che aveva scatenato malumori e insoddisfazioni per l’evidente discrezionalità dei criteri di attribuzione. Intanto il Governo nel testo ha previsto di aumentare il numero di verifiche previste dal piano straordinario di controllo sulle invalidità passando da 200mila a 250mila controlli per il 2011 e il 2012, che porteranno a 600mila il totale del triennio 2010-2012. Nei controlli, che spettano all’Inps, potranno essere coinvolte anche le Commissioni delle Aziende ospedaliere. La preoccupazione è che ci possa essere un aumento del carico di lavoro tanto da ritardare ulteriormente le normali visite di accertamento per l’invalidità e handicap. Non cambia nulla neanche per l’indennità di accompagnamento: le norme che limitavano la concessione della pensione solo a casi di gravissima e totale compromissione dell’autonomia nel suo senso più restrittivo del termine prevedevano sono stati cassati. 
Una nota negativa arriva però dai tempi di verifica che sarebbero dovuti essere più celeri. L’emendamento avrebbe introdotto una novità positiva: nel caso in cui le Commissioni delle Aziende Sanitarie Locali non avessero rispettato il termine di tre mesi, l’accertamento sarebbe dovuto essere effettuato dall’Inps con le sue commissioni entro i 15 giorni successivi. Stesso discorso nel caso delle patologie oncologiche, per le quali la Legge 80/2006 prevede che la visita di accertamento venga effettuata entro 15 giorni dalla presentazione della domanda. Adesso tutto rimane come in precedenza. Intanto, sempre nei giorni scorsi un altro emendamento che aveva fatto insorgere le associazioni dei disabili è stato prontamente ritirato. Il testo avrebbe permesso l’innalzamento del numero degli alunni che possono andare a comporre una classe in cui sia presente uno studente disabile. Un’ipotesi fortemente contrastata dalle Federazioni (Fand e Fish) delle persone con disabilità, ritenendola, oltre che discriminante, lesiva del diritto allo studio dei bambini, priva di qualsiasi risparmio effettivo per lo Stato e fonte, piuttosto, di numerosissimi contenziosi fra le famiglie e le scuole. 
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