A Gagliano “Sino alla fine del mare” e “Hall”: il riscatto delle Terre Estreme passa per l'arte

giovedì 21 dicembre 2017

Oggi, 21 dicembre, inaugurazione delle mostre al termine dei progetti di Ramdom “Et in terra pacis” e “Indagine sulle Terre Estreme”: l'ultima stazione d'Italia come trampolino di lancio per giovani artisti.

L'arte come riscatto, come volàno per la cultura del territorio, come strumento per invertire la tendenza dell'abbandono del Sud. Parte da Lastation, l'ultima stazione d'Italia di Gagliano del Capo, la rinascita di un territorio. Il progetto Ramdom, nato grazie alla creatività e all'impegno di Paolo Mele, un figlio del Sud che è tornato nelle Terre Estreme con un carico di entusiasmo ed idee, rilancia un territorio dimenticato usando lo strumento dell'arte.

Succede così che, invertendo una tendenza ormai consolidata, il punto più estremo del Salento diventi luogo di attrazione per le giovani menti, e non solo di fuga. Decine di artisti under 35, provenienti dai punti più disparati, in questi mesi hanno rivitalizzato il piccolo centro del Capo del Salento, offrendo uno sguardo originale, un punto di vista differente, sulle Terre Estreme.  I progetti, che hanno ospitato gli artisti in residenza, arrivano adesso al termine e mettono in mostra i frutti di un lavoro di ricerca. La stazione di Gagliano e le strade del paese ed altri luoghi significativi, diventano così il crocevia dei diversi linguaggi artistici, ospitando le due mostre  “Sino alla fine del mare” e “Hall”, opera di Luca Coclite all'interno del progetto “Et in terra pacis”.

La mostra  “Sino alla fine del mare” nasce  su progetto di  Ramdom che, con il sostegno del bando Residenze - Arti Visive SIAE - Sillumina - Copia privata per i giovani, per la cultura e MiBACT, ha lanciato nel mese di maggio 2017 la call, offrendo a quattro artisti under 35 l’opportunità di trascorrere una residenza di sei mesi, da giugno a dicembre 2017, nel piccolo paese del Salento. Gli artisti selezionati - Simona Di Meo, Roberto Memoli, Nuvola Ravera e Jacopo Rinaldi – questa sera presenteranno i lavori realizzati in una mostra collettiva negli spazi espositivi di Lastation, al primo piano della Stazione Ferroviaria Gagliano - Leuca, e in altri luoghi del paese.
Le residenze artistiche, all’interno del progetto “Indagine sulle Terre Estreme”, hanno avuto l’obiettivo di creare una nuova mappatura del Capo di Leuca: agli artisti è stato chiesto difatti di concepire una narrazione del territorio, fruibile dagli abitanti del posto come anche da chi visita questi luoghi occasionalmente. I momenti di produzione delle opere sono stati affiancati da un programma di attività rivolte allo studio del paesaggio umano e naturale, che ha previsto anche il workshop del curatore Claudio Zecchi sulle pratiche performative.

Gli artisti:
Simona Di Meo (Roma, 1986) suggestionata dal segnale radiofonico che in alcuni punti di Gagliano del Capo si sovrappone a quello degli stati limitrofi, nel lavoro “Crossing borders is an intimate act” esplora il concetto di frontiera, mettendo in relazione le comunità che risiedono sul confine italiano, greco e albanese. L’artista ha raccolto le testimonianze della comunità locale e dato vita ad una campagna di affissioni nello spazio pubblico.

Con l’installazione “Intervallo” su una delle automotrici leggere che si fermano a Gagliano-Leuca, ultima stazione nel sud-est d’Italia, Jacopo Rinaldi (Roma, 1988) si concentra sul paesaggio in movimento attraverso immagini tratte da una pellicola di un cinegiornale datato 1935. L’artista ha sostituito i tendaggi di una delle storiche littorine che percorrono quotidianamente le linee delle Ferrovie del Sud Est cone delle tende create appositamente. Un’opera in movimento.Roberto Memoli (Modugno, 1989) con “Verderme” realizza un’installazione sonora e un’opera video, che richiamano alla memoria l’usanza del fuoco acceso nella piazza centrale di Gagliano del Capo il giorno del solstizio d'inverno. Mentre il rito di buon auspicio è stato interrotto dagli anni Novanta, gli ulivi pugliesi sono colpiti da una malattia che provoca il loro rapido disseccamento. Per il giorno dell’inaugurazione, l’installazione sonora “accenderà” il centro cittadino di Gagliano del Capo, dalle 17 alla mezzanotte, mentre l’installazione video sarà visitabile presso Lastation.

Nuvola Ravera (Genova, 1984) è andata alla ricerca dei “residui psichici” di un paesaggio, sia antropizzato che naturale, isolandone alcuni elementi nodali. Il suo lavoro “Le storie dell’azzurro. Pratiche sulla soglia per malattie immaginarie” propone una serie di azioni reagenti, che funzionano tanto da lenitivo quanto da indicatore dei tratti del luogo da lei stessa rilevati. Azioni che si sviluppano in vari posti del paese e Lastation, tracce disseminate negli spazi di conFine e in luoghi di vita quotidiana. Nel giorno dell’opening, una performance avrà luogo nello storico Bar2000, a cadenza oraria, a partire dalle 19.

Sempre questa sera poi sarà presentata anche l’opera d’arte visiva “HALL” di Luca Coclite, un artista che concentra la sua ricerca sull’immagine contemporanea legata al paesaggio e all’architettura per indagare contesti sociologici. L’opera, nata da un’idea dell’artista in collaborazione con il regista Mattia Epifani, è stata concepita nel corso del 2017 all'interno del progetto “Et in terra pacis. Il lavoro video, che prende le forme di una videoinstallazione multimediale attraverso l’utilizzo di dispositivi intermediali, racconta tre storie che hanno attraversato dal 1960 ad oggi un luogo simbolico della storia del territorio salentino: l’ex centro di permanenza temporaneo Regina Pacis a San Foca, località balneare nel Comune di Melendugno. In origine adibita tra la fine degli anni Sessanta e metà Ottanta a colonia estiva per bambini, la struttura è stata trasformata dal 1998 al 2006 nel più grande c.p.t. italiano, finito nella bufera di molti scandali giudiziari per le violenze subite dai rifugiati. Oggi è un ecomostro abbandonato che si appresta a diventare un resort a cinque stelle. Il Regina Pacis rappresenta dunque un luogo contraddittorio di passaggio e frontiera che, come il Salento, negli ultimi sei decenni ha vissuto una profonda metamorfosi segnata da tre differenti momenti della sua storia: l’epoca della tradizione e della dimensione popolare (ormai perduta), gli anni dell’immigrazione (dai Balcani e dal nord Africa) e l’era del turismo di massa. In continua trasformazione a seconda della funzione affidatale dal presente, nella sua concretezza, rimane indifferente ai destini di chi lo abita. Nel display multimediale le tre diverse realtà si toccano al confine dello schermo, senza soluzione di continuità e dialogano con lo spettatore in maniera immersiva. L’artista riflette dunque sul tema dell’accoglienza, declinata secondo i suoi diversi significati: accoglienza turistica come risultato delle relazioni (il più delle volte fittizie) del turista con l’intero sistema locale, sistema d’accoglienza sul territorio rivolto ai richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria. Nell’opera vengono analizzati concetti chiave, tra cui la condivisione e il suo contradditorio, il luogo inteso come custode di memorie, reclusione, conflitto e contaminazione.  La mostra di chiusura della residenza “Sino alla fine del mare” e la presentazione dell’opera “HALL” sono parte del programma off di Lands End Contemporary Art Festival.

Le mostre, proprio per la particolarità dello sguardo su questo angolo del Sud, hanno attirato anche l’attenzione dei media internazionali. A gennaio arriveranno nel Tacco d’Italia testate anche da oltre Oceano, come il New York Times.

SINO ALLA FINE DEL MARE
Simona Di Meo, Roberto Memoli, Nuvola Ravera, Jacopo Rinaldi
Mostra di fine residenza, all'interno del progetto “Indagine sulle Terre Estreme”
Lastation (1° piano Stazione Ferroviaria Gagliano - Leuca, Piazzale Stazione 2) e altri luoghi nel paese

HALL
opera di Luca Coclite all'interno del progetto “Et in terra pacis”,
a cura di Ramdom, con la collaborazione di Mattia Epifani
Corso Umberto - 37 - Gagliano del Capo (Lecce)
21 dicembre 2017 - 14 gennaio 2018

Inaugurazione: giovedì, 21 dicembre alle ore 18.00
Ingresso libero

 


 

 

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