Sequestrato il "Dolce Riva", la Procura indaga per abuso edilizio

mercoledì 13 dicembre 2017
L'inchiesta del pm Negro corre parallela a quella che riguarda il Twiga e si concentra sulle norme comunali di accesso al mare. 

Scattano i sigilli per il Dolce Riva di Otranto, L'esclusivo stabilimento balneare sulla costa adriatica è stato sottoposto a sequestro probatorio su disposizione del pm della Procura di Lecce Antonio Negro che ha iscritto nel registro degli indagati tre persone: l'amministratore della società, un socio e il progettista.
L'ipotesi di reato sulla quale sta lavorando la Procura è di abuso edilizio connesso alle norme comunali che regolano l'accesso al mare. Lo stesso magistrato è titolare anche dell'inchiesta che riguarda il Twiga, il cui cantiere è stato sequestrato non distante dal Dolce Riva, sempre in contrada Cerra.
Il nodo da chiarire riguarda l'uso dei terreni da parte della società e l'interpretazione del regolamento comunale sulla base del quale sono state create una piscina, un ristorante -bar e altre strutture per il noleggio di lettini e ombrelloni.
Oltre al Dolce Riva e al Twiga, gli stessi accertamenti riguardano anche il Salento Beach. Il sequeataro probatorio è stato eseguito dai carabinieri della Forestale e dalla Polizia Provinciale. 
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