Bruxelles: "I gasdotti Tap e Poseidon prioritari per lo sviluppo energetico europeo"

venerdì 8 dicembre 2017
La Commissione Ue ribadisce l'importanza dei due progetti. Intanto il ministero esclude la Regione dalle verifica ambientali sul progetto Tap.


I due gasdotti con approdo nel Salento, Tap e Poseidon, fanno parte dei 15 grandi progetti energetici ritenuti prioritari per la Commissione Europea.

“L’Italia gioca un ruolo importante nella creazione di uno snodo mediterraneo del gas”: si legge nel documento “Italy Energy Union factsheet” che la Ue aggiorna periodicamente con l’elenco dei progetti per grandi infrastrutture energetiche ritenute prioritarie per le strategie dell’Unione.

Il documento- come riporta Il Sole 24 Ore- è stato reso pubblico la settimana scorsa a Bruxelles: rispetto all'edizione precedente del 2015 l’Europa ritiene prioritari 226 grandi opere infrastrutturali energetiche (oleodotti, gasdotti, linee di alta tensione, rigassificatori e così via), 22 progetti in meno rispetto ai 248 elencati due anni fa. Questi progetti possono beneficiare della procedura di autorizzazione accelerata Ue per i lavori oltre a poter far domanda per finanziamenti europei. In Italia le opere strategiche sono in tutto 15. Tra questi compaiono i due gasdotti paralleli: Tap tra la Puglia e l’Albania con approdo a Melendugno e Poseidon con approdo a Otranto tra Puglia e Grecia. In merito al “Corridoio Sud del gas”, la Commisione Ue osserva che la costruzione della Trans Adriatic Pipeline può giocare un ruolo poiché garantisce una significativa diversificazione delle fonti. L’Italia — ricorda il documento europeo — ha una particolarità nel suo mix energetico, che differisce dagli altri Paesi della Ue: un maggiore ricorso al gas, un modesto uso di carbone (la metà della media europea) e l’assenza totale di energia nucleare.

Riguardo al progetto Tap, la vigilanza sui lavori relativi alle diverse fasi del progetto del gasdotto sono ormai fuori dalla competenza della Regione Puglia. Il direttore generale del servizio Via del ministero dell'Ambiente, Giuseppe Lo Presti, ha emanato a fine novembre un nuovo decreto – ne era stato emanato uno smile a fine settembre- con cui dichiara di “non avvalersi” delle competenze della Regione anche per le fasi successive dei lavori: il trasloco degli olivi lungo il tracciato e la costruzione dell’impianto di ricezione del gas. La motivazione è nei ritardi della Regione alle richieste di pareri.


 

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