Al via “Lecce Film Fest” tra animazione, sport e impegno sociale

giovedì 7 dicembre 2017

Al via oggi la dodicesima edizione del Lecce Film Fest, la manifestazione dedicata al cinema “invisibile” e in programma fino a domenica 10 negli spazi dell’ex Convitto Palmieri.

Si parte alle 17 con i film in concorso per la sezione Animazione. Tutte le proiezioni della giornata sono introdotte da una presentazione a cura del Cineclub Fiori di Fuoco.

La leggenda del tarassaco o dente di leone, la pianta a fiore che preannuncia la primavera, è al centro di “Dandelion” di Elisa Talentino (Italia, 2017, 3 minuti), mentre la convivenza tra umani e robot che operano con impegno per un traguardo comune è il tema di “Engine of time” di Ilenia Locci e Fabio Loi (Italia, 2017, 15 minuti). “Broadside” di Jodi Chamberlain (Usa, 2017, 3 minuti) è un mix di spaghetti western e fantascienza con una singolare traversata nel deserto; sempre i robot sono protagonisti di una lezione sull’evoluzione delle macchine in “Ecce Homo” di Andrea Moneta (Italia, 2017, 8 minuti). L’incontro tra un bambino e un pesciolino rosso in una notte sudamericana sono raccontati da Mercedes Marro nel suo “Camino de agua para un pez” (Colombia/Francia/Spagna, 2015, 7 minuti); di viaggi della speranza parla, invece, “Ships passing in the night” di Elisabeth Zwimpfer (Germania, 2015, 12 minuti).

Dalle 18 i film in gara per la sezione Fiction&Doc: “#Gerda” di Daniele Ceccarini e Mario Molinari, con Alessandro Haber (Italia 2017, 14 minuti) mette in luce le difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro di una persona con la sindrome di Asperger; Max Tortora è tra i protagonisti di “Conosce qualcuno?”, diretto da Daniel Bondì (Italia 2016, 6 minuti): lo spunto del cortometraggio è la fatica necessaria per andare avanti nel mestiere dello spettacolo.

Un autista di autobus è inchiodato di fronte a un semaforo che non funziona in “Red light” di Toma Waszarow (Bulgaria/Croazia 2016, 21 minuti); le inquietudini di un giovane pianista pronto a salire sl palco per un concerto sono al centro di “Mazeppa” di Jonathan Lago Lago (Francia 2017, 15 minuti); un incredibile tradimento coniugale è il punto di partenza del corto “Da morire” di Alfredo Mazzara (Italia 2017, 11 minuti) con Maurizio Casagrande Ernesto Mahieux e Annarita Del Piano.

Atmosfera western per “Lost face” di Sean Meehan (Australia/Canada 2016, 14 minuti), ispirato a un racconto di Jack London: un uomo catturato dagli Indiani deve escogitare un piano per non essere ucciso; M.A.M.O.N. Monitor Against Mexicans Over Nationwide di Alejandro Damiani (Messico/Uruguay, 2016, 5 minuti) è una esilarante storia con protagonista un improbabile Donald Trump.

Le proiezioni continuano, dalle 19.30, con “Beatrice” di Lorena Alvarado (Italia, 2017, 9 minuti), un coinvolgente ritratto della campionessa di scherma paralimpica Bebe Vio, sportiva tra le più amate; “La partita” di Frank Jerky (Italia, 2017, 18 minuti), con Francesco Pannofino e Alberto Di Stasio ha come sfondo una sfida di calcio giovanile, una scusa per raccontare diverse vite nell'arco di quei novanta minuti. Ancora una vicenda di immigrazione (e integrazione) nel film “Johnny” di Filippo Ticozzi (Italia, 2017, 14 minuti): Johnny è di Kinshasa ma da quando è bambino vive nella profonda provincia lombarda e ha la passione per il pugilato. Una ragazza cinese cerca di entrare a far parte della squadra nazionale di sollevamento pesi per i Giochi olimpici giovanili in “Iron hands” di Johnson Cheng (Usa, 2017, 11 minuti); “In our country” di Louisa Wagener (Germania, 2016, 30 minuti) racconta la storia di un ragazzo eritreo sopravvissuto a un viaggio nel deserto della Libia e arrivato in Germania per cercare una nuova vita. Dalle 21.30 in calendario “Finché c’è il mare” di Francesco De Giorgi (Italia, 2017, 23 minuti): due amici, un tragico incidente da uno scoglio e un nuovo incontro per rimarginare vecchie ferite. Il film sarà preceduto da un dibattito con i protagonisti: Giorgio Consoli e Fabio Zullino.

Quattro ragazze africane in una radiosa giornata di pioggia sono protagoniste del corto di Ciro D’Emilio “Piove” (Italia, 2017, 7 minuti); è africana anche la giovane donna al centro di “Lurna” di Nani Matos (Spagna, 2016, 15 minuti). “Mum, I’m back” di Dimitris Katsimiris (Grecia, 2017, 4 minuti) è il ritorno di una donna dopo quarant’anni nel villaggio in cui è nata; “Amara” di Claudia Mollese (Italia, 2015, 60 minuti) attraverso la storia di una trans descrive una città, Lecce, sospesa tra riti di devozione e trasgressione.

Alle 21 l’inaugurazione della mostra fotografica “Il jazz per le terre del sisma”, con fotografie di Sergio Limongelli.

Il festival è ideato e prodotto dal Cineclub Fiori di Fuoco con la collaborazione della UICC (Unione Italiana Circoli del Cinema), sostenuto dal MIBACT Direzione Generale per il Cinema e da Coop Alleanza 3.0, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Lecce e la partecipazione di Apulia Film Commission.

 

 

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