Otto sindaci contrari al rinnovo dell'Aia a Colacem: "Valutare l' impatto per la salute"

martedì 5 dicembre 2017
I sindaci chiedono più garanzie sulle ricadute ambientali del cementificio di Galatina. 

Una lettera a firma congiunta per esprimere contrarietà al rinnovo dell'Aia alla Colacem di Galatina. La missiva è stata inviata a ministero, Provincia, Arpa e Regione dai sindaci di Galatina, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto e Zollino, in qualità di Autorità Sanitarie Locali. Il “no”è il frutto di incontri pubblici ed è condiviso con altri 60 soggetti sensibili del territorio: amministratori, associazioni, professionisti, ecc).

“Insistiamo nella richiesta di una nuova seduta della Conferenza dei Servizi per interloquire e valutare complessivamente insieme agli organi competenti le prescrizioni e i contenuti dell'elaborando atto autorizzativo che, abbiamo appreso, sarà discusso nel Tavolo Tecnico convocato per il 5 dicembre 2017 – si legge nella lettera- riteniamo che allo stato attuale l'istruttoria non possa ritenersi conclusa e che, comunque, i sopra elencati comuni, sui cui territori ricadono i devastanti danni alla salute e all'ambiente del cementificio in questione, non possano essere esclusi dalla discussione finale sul provvedimento”.

“La Colacem – continuano i sindaci - è classificata come industria insalubre in base al testo unico delle leggi sanitarie, tra il 2008 ed il 2012, ha causato un inquinamento tale da generare costi per danni ambientali e sanitari compresi fra 37 e 67 milioni di euro, secondo le stime dell’Agenzia ambientale dell’Unione Europea (Eea). Tale valutazione dell’Eea non comprende un’analisi economica degli impatti sull’ecosistema e sulla biodiversità e non tiene conto di numerose condizioni morbose della gravidanza, del periodo perinatale e di patologie croniche non-trasmissibili metaboliche, endocrine e neuro-degenerative, il cementificio di Galatina è situato ai margini di un’area urbana, caratterizzata, secondo rilevazioni Arpa, da livelli di particolato fine (PM2.5) già costantemente superiori a 10μg/m3, soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Le concentrazioni di questo inquinante risultano spesso più alte rispetto alle medie provinciali e regionali. Nel raggio di 1 chilometro dalla Colacem vi sono attività produttive, case civili, scuole, impianti sportivi, zone agricole”.

Per questi motivi scrivono “il rinnovo AIA di Colacem rappresenta un’occasione ineludibile per ridurre il livello di pressione ambientale e il rischio sanitario nel distretto di Galatina e nei comuni limitrofi, ovvero l’area con la più alta incidenza complessiva di neoplasie e di malattie polmonari croniche nella provincia di Lecce”.
La lettera alle istituzioni ricorda un dato particolarmente preoccupante: “Il progetto realizzato dal Laboratorio di Igiene del Di.S.Te.B.A. dell'Università del Salento ha effettuato un monitoraggio biologico per verificare la presenza di marcatori di effetto biologico precoce (micronuclei) nelle cellule della mucosa buccale dei bambini: è stata verificata la presenza di danno al DNA nelle cellule della mucosa del 42% dei bambini reclutati e l'effetto biologico precoce evidenziato è sensibilmente più alto di quello riscontrato tra i bambini di Lecce della stessa età”.

“Il progetto di copertura integrale del carbonile- si legge nel documento- deve prevedere un cronoprogramma di realizzazione più ridotto dei quattro anni proposti dalla Colacem In ogni caso, è opportuno imporre sin d’ora alla società un piano per l’abbandono progressivo dell’uso delle fonti fossili in linea con le cogenti strategie europee e mondiali. Ribadiamo la richiesta di inibire, anche in via cautelare e d’urgenza, l’utilizzo nel ciclo produttivo delle cenere leggere e pesanti provenienti da Cerano alla luce delle indagini in corso. Vogliamo degli impegni precisi da parte degli organi competenti rispetto al potenziamento del sistema di controllo delle emissioni a camino e del monitoraggio ambientale nell’area in questione, tanto della qualità dell’aria (oggi assolutamente inadeguato) quanto delle matrici acqua e suolo, e sulla catena alimentare. Chiediamo che sia ARPA a verificare la taratura dei sistemi di autocontrollo effettuati dalla Colacem e di intensificare di molto la tempistica delle verifiche proposte dalla società. Insistiamo anche- conclude la lettera- nella necessità di subordinare il rilascio dell’AIA alla realizzazione, in tempi certi e contenuti, di una Valutazione di impatto sanitario, allargata al territorio circostante”.

 

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