Welfare, per Natale a Nardò altri 2400 pacchi alimentari per i più bisognosi

venerdì 1 dicembre 2017

Il limite per i beneficiari è stato alzato a 7500 euro di reddito Isee. L’avviso scade l’11 dicembre.

Il Comune di Nardò ha aderito nuovamente all’iniziativa del Banco delle Opere di Carità finalizzato a fornire alle persone che versano in condizioni di disagio economico un sostegno attraverso l’erogazione di derrate alimentari, cioè pacchi contenenti generi alimentari, cioè pasta, latte, caffè e altri generi di prima necessità, oltre a prodotti specifici per chi ha bambini o esigenze alimentari particolari. Si tratta di nuclei familiari con un reddito insufficiente alle esigenze minime vitali dei componenti, di nuclei che non riescono ad assicurare adeguata assistenza a un componente debole, di persone incapaci a gestire la propria vita quotidiana.

L’accesso al beneficio è determinato dagli esiti di un apposito avviso pubblico (disponibile a questo link: https://goo.gl/N9DbiX), che individua innanzitutto i requisiti per partecipare, cioè la residenza nel Comune di Nardò, il possesso della carta di soggiorno per i cittadini extracomunitari di lunga durata, il reddito ISEE pari o inferiore a 7500 euro e il fatto di non essere inclusi nella graduatoria attualmente vigente per la distribuzione dei pacchi. Occorre presentare apposita istanza, che potrà essere ritirata presso la sede del settore Servizi Sociali in via Falcone e Borsellino o scaricata dal sito istituzionale (https://goo.gl/kuLkZu), debitamente compilata in ogni sua parte e sottoscritta, cui vanno allegati una copia del documento di riconoscimento in corso di validità e del codice fiscale del richiedente, l’attestazione ISEE 2017 risultante dall’ultima dichiarazione reddituale valida per la richiesta di prestazioni sociali agevolate, una copia della carta di soggiorno per i cittadini extracomunitari di lunga durata. Le istanze dovranno essere presentate a mano presso l’ufficio Protocollo entro lunedì 11 dicembre 2017.

Sono disponibili 2400 pacchi alimentari che saranno distribuiti agli aventi diritto entro Natale. Si tratta di una iniziativa finanziata dall’amministrazione comunale e resa possibile, come detto, grazie Banco delle Opere di Carità di Puglia (che ha sede ad Alessano), che organizza interventi di assistenza alimentare in favore di nuclei familiari indigenti grazie alle donazioni e a campagne di raccolta fondi oppure raccolti dalle eccedenze della filiera agroalimentare (che permettono di evitare anche gli sprechi). Il Banco delle opere di carità è un’associazione che dal 1993 si occupa della raccolta degli alimenti, ma anche dell’approvvigionamento dei farmaci da banco, dei prodotti igienico sanitari e della successiva ridistribuzione alle persone indigenti. Il particolare meccanismo del Banco permette di beneficiare di una portata dell’intervento non trascurabile e impossibile da ottenere con l’utilizzo per altri versi delle stesse risorse utilizzate. Oggi il Banco è presente in Campania, Molise, Puglia, Lazio, Basilicata, Calabria e Piemonte.

“Con la precedente distribuzione - spiega il sindaco Pippi Mellone - abbiamo riscontrato che molte persone, pur potenzialmente beneficiarie, sono rimaste escluse per non aver saputo dell’avviso e altre, comunque bisognose, che invece sono rimaste fuori a causa del limite dell’ISEE a 3 mila euro. Per questo abbiamo deciso di aumentare il numero dei pacchi disponibili alzando contestualmente a 7500 euro il limite ISEE e quindi allargando la platea dei beneficiari. Quella del Banco delle Opere di Carità è una iniziativa encomiabile e dobbiamo ringraziare il consigliere Giuseppe Alemanno per avercela proposta e aver fatto da tramite. Abbiamo sempre detto che la città, oltre a politiche sociali ed economiche efficaci, ha bisogno di risposte contingenti e questa è una di queste, immediata e concreta. Nessuno deve rimanere indietro, nessuno deve sentirsi tra gli “ultimi”.

“Contrastare povertà, bisogno e disagi - aggiunge l’assessore al Welfare Maria Grazia Sodero - è una mission di questa amministrazione. È inutile attendere che cambino i presupposti sociali ed economici del Paese e del Mezzogiorno quando ci sono famiglie che non riescono a vivere, quando ci sono bisogni primari e urgenti che non possono aspettare le grandi trasformazioni del sistema. Dobbiamo ridurre i fabbisogni con quello che abbiamo e siamo orgogliosi di farlo”.

 

 

 

 

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