Stabilizzazione precari della ricerca, domani la protesta: "Basta promesse"

domenica 19 novembre 2017

I ricercatori manifesteranno il proprio malcontento domani in occasione della visita a Lecce del presidente del Centro nazionale delle Ricerche, Massimo Inguscio.

Gli strumenti normativi ci sono ma la stabilizzazione resta una chimera per molti precari della ricerca. Per questo i ricercatori del Cnr manifesteranno il proprio malcontento lunedì 20 novembre, in occasione della visita a Lecce del presidente del Centro Nazionale delle Ricerche, Massimo Inguscio. Durante l’incontro, che è in programma alle 12 nell’Aula Seminari del Cnr-Nanotec, Inguscio incontrerà il personale Cnr dell’area leccese. A preoccupare i lavoratori è la vaghezza delle notizie che trapelano sull'argomento "stabilizzazione".

Il governo, come rileva il sindacato Flc Cgil, ha offerto lo strumento normativo (art. 20 del D.Lgs 75/2017, la cosiddetta Legge Madia) per il superamento del precariato negli enti pubblici di ricerca, ma il presidente “continua a nascondersi – precisano - dietro ad un’assenza di fondi che, seppur reale, non può giustificare le sue frasi vaghe e l’assenza di un documento attuativo. Il comma 1 dell'art. 20 di cui sopra offre alle Pubbliche Amministrazioni la possibilità di assumere a tempo indeterminato il personale subordinato che sia stato reclutato a seguito dell’espletamento di una procedura concorsuale e che abbia maturato almeno tre anni di servizio”.

Il sindacato ricorda il comma 2 dello stesso articolo che dota le Pubbliche Amministrazioni di un ulteriore strumento per il superamento del precariato, ossia il concorso riservato per il 50% dei posti disponibili ai titolari di contratto di lavoro flessibile che abbiano maturato almeno tre anni di servizio; e ancora il comma 8 dello stesso articolo 20, a garanzia del più ampio accesso alle possibilità fornite dai primi due commi, che recita: "Le amministrazioni possono prorogare i corrispondenti rapporti di lavoro flessibile con i soggetti che partecipano alle procedure di cui ai commi 1 e 2, fino alla loro conclusione".

“È stata quindi messa nero su bianco – spiegano - la possibilità di avviare i processi di stabilizzazione per il triennio 2018-2020. Il presidente Inguscio continua a fare solo promesse verbali che nulla di concreto prospettano all'orizzonte di tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che da troppi anni danno lustro all'Ente, nonostante la ricorrente emergenza della scadenza contrattuale”.

Per questo motivo i lavoratori precari di tutti gli Istituti Cnr di Lecce presenzieranno all'incontro del 20 novembre: “Pur sicuri – dichiarano in una nota - che il Presidente stia dialogando con gli organi di governo per ottenere un finanziamento dedicato alla stabilizzazione del personale precario nella prossima Legge di Bilancio, è urgente che definisca anch'egli nero su bianco le modalità con cui intende avviare e concludere nel triennio 2018-2020 il processo di stabilizzazione. È urgente che rinnovi (e non solo che prometta di farlo) tutti i contratti di prossima scadenza, per garantire a tutti gli aventi diritto l'accesso al processo di stabilizzazione come previsto dal comma 8”.

“Non c'è più tempo – concludono - per le promesse, perché i lavoratori precari non sono dei numeri da tirar fuori all'occorrenza, ma uomini e donne con un bagaglio di competenze e di esperienze che il Cnr non può permettersi di perdere”. La FLC CGIL Lecce è accanto ai Precari Uniti CNR nella lotta per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari del CNR. 

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