Chi è Solaika Marrocco, la baby chef che ha conquistato Cracco

martedì 14 novembre 2017

A soli 22 anni ha visto un concorso molto importante: prima chef donna ad essersi aggiudicata il Premio Birra Moretti Grand Cru, rivendica con orgoglio le sue origini salentine.

Occhi scuri e timidi che celano un grande talento. Ha solo 22 anni Solaika Marrocco, la prima chef donna ad essersi aggiudicata il prestigioso premio Birra Moretti Grand Cru 2017 davanti ad una giuria di grandissimi nomi dell'enogastronomia. Ha convinto gli chef con un piatto rischioso ma allo stesso tempo audace, che racconta le sue origini e la sua passione per la cucina.

Iniziamo da te Solaika: ti definisci una “salentina doc”...

Sì, ci tengo a precisarlo perchè molto spesso leggendo il mio nome si pensa io abbia origini esotiche. Invece sono 100% made in  Salento. Il nome, di origini egiziane significa “sacerdotessa del dio sole” e piaceva alla mamma che ha voluto chiamarmi così.

Da dove nasce questa passione per la cucina?

La coltivo fin da piccola. Ho sempre affiancato la mamma in cucina e ho scelto di studiare all'alberghiero “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme per educare questa passione e apprendere i segreti del mestiere. La mia massima ambizione è quella di aprire un ristorante anche se per il momento ho trovato la mia dimensione nel ristorante dove lavoro da due anni, il Primo Restaurant a Lecce. Sono partita come sous chef e da febbraio sono executive chef.

Hai qualche chef di riferimento a cui ti ispiri?

Ce n'è più di qualcuno, ma il mio preferito è Niko Romito (3 stelle Michelin con il suo Ristorante Reale a Castel di Sangro, ndr) perchè si avvicina al pensiero che ho di cucina, piatti semplici ma estremamente tecnici.

Parliamo un po' di questo concorso che hai vinto. Come mai la scelta di un  ingrediente così rischioso come i turcinieddhi?

È un piatto della tradizione che a me piace molto. Ho voluto osare perchè non a tutti piacciono ed è difficile farlo mangiare. L'ho rivisitato cercando di scomporre l'idea che tutti hanno del turcinieddhu alla griglia. Io l'ho cucinato nella birra. 

Ce lo racconti?

Lo preparo io fin dall'inizio: doso cuore, fegato e polmone e una volta chiuso con rete e budello lo lascio marinare nella birra e lo accosto a sapori agrodolci. Rendo l'amaro della bruciatura della griglia con la glassa alla birra e la croccantezza che manca al turcineddhu con il critimo in tempura. Poi abbino la marmellata di cipolla all'arancia per riequilibrare il tutto e donare un po' di dolcezza. Completo il piatto con un infuso di luppolo gelificato e il cono del luppolo caramellato in modo che la presenza della birra nel piatto si percepisca già dal primo sguardo.

Una domanda che si pongono in  molti: Carlo Cracco è davvero così temibile?

Non più degli altri giudici. È tenebroso, di poche parole, ma non così cattivo come vuole dimostrare  in tv. Credo che quello sia soprattutto una maschera per creare il “personaggio Cracco”. Lui a me personalmente non ha detto nulla, mentre gli altri giudici mi facevano domande mi guardava e quando il giudice ha espresso il giudizio lui ha applaudito... ma sempre serio!

Un uomo di poche parole insomma...

Sì, anche se quando che mi è stato consegnato il premio, Paolo Marchi (giornalista ideatore e curatore di “Identità Golose”, ndr) mi ha confidato che Cracco, dopo che ha finito di mangiare il mio piatto ha detto “Per me possiamo fermarci qui!”. Ed io ero solo la terza di 16 finalisti.

Qual è stato invece il giudizio del presidente di giuria Claudio Sadler?

Lui durante la premiazione sul palco ha detto che non ama molto le interiora ma che sa distinguere un piatto ben fatto, e il mio era fatto davvero bene.

Tra i tuoi sogni c'è la Stella Michelin?

Per me la cosa fondamentale è fare quello che faccio ogni giorno nel migliore dei modi e rendere le persone che vengono a mangiare qui soddisfatte ed entusiaste di scoprire piatti della tradizione in una versione rivisitata. Però allo stesso tempo sono molto ambiziosa e quindi dico, perchè no!

Lo sai che sul territorio ci sono altri “temibili concorrenti” altrettanto giovani e ambiziosi?

Sì lo so, ma non li temo. Io vado per la mia strada e loro per la loro. 

R.A.

Altri articoli di "Enogastronomia"
Enogastronomia
19/11/2017
Il profumo e il sapore dell'extravergine protagonista della "Festa dell'olio ...
Enogastronomia
15/11/2017
"Un rosso che seduce il palato con i sentori di ciliegia e prugna" il giudizio ...
Enogastronomia
10/11/2017
Sabato 11 e domenica 12 novembre nel Castello di Corigliano ...
Enogastronomia
09/11/2017
Ecco tutti i vincitori dei concorsi, dalle “Olimpiadi ...
Il ristorante Nazionale di Lecce torna con i suoi live, su progetto di Carolina Bubbico. Giovedì 16 novembre ore ...