Territorio militarizzato a Melendugno: “Sospesa la democrazia”. Il caso in Parlamento

lunedì 13 novembre 2017

Indignazione espressa dalle varie forze politiche dinanzi a quanto sta accadendo in queste ore a Melendugno: Fratoianni annuncia un’interrogazione sul caso.

Indignazione per quanto sta avvenendo in queste ore a Melendugno viene espressa dal mondo politico locale. In molti parlano apertamente di “sospensione della democrazia”: “L’ordinanza del Prefetto di Lecce che impedisce per un mese l’ingresso e lo stazionamento nelle aree circostanti al cantiere Tap in località San Basilio – si legge in una nota di Sinistra Italiana Salento - rappresenta una sospensione della democrazia. L’ennesima ma la più cruenta”.

“La militarizzazione del territorio e della vita di tanti cittadini – prosegue la nota - è una prova di forza inaccettabile, il tentativo di chiudere, con superbia, ogni spazio al dialogo e al confronto. Dalla mezzanotte di oggi 13 novembre c’è una vasta area in cui gli interessi di un consorzio privato prevarranno su quelli della volontà delle comunità locali. Attraverso una massiccia presenza di forze dell’ordine e di una zona rossa. Il tutto per la realizzazione di un’opera che continuiamo a ritenere inutile e dannosa. Abbiamo depositato una mozione in Provincia a cui non abbiamo ancora avuto risposta. Gabellone fa lo gnorri e preferisce improvvisarsi organizzatore di tavoli di subdoli ristori e di progetti confusi”.

“La militarizzazione di San Foca – spiega il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi - è un atto di forza inaccettabile. Tap non produce danni? Spiegatelo a chi non è riuscito a recarsi sul posto di lavoro o a tutti quei commercianti che oggi non apriranno perché non possono raggiungere la loro attività e che subiranno perdite ingenti per il blocco della circolazione per i prossimi 30 giorni”.

“Dire che tutto ciò avvenga in nome di una presunta sicurezza è paradossale - incalza il pentastellato - visto che le forze dell’ordine in assetto antisommossa certamente non garantiscono l'ordine pubblico.  Militarizzare l’intera area non è la soluzione per fermare le contestazioni. Ci piacerebbe che questo dispiegamento di forze ci fosse anche per risolvere emergenze ambientali o nel contrasto alla criminalità organizzata. Ho cercato di recarmi nella zona del cantiere per vedere di persona cosa stesse accadendo, ma l’unico modo per arrivare a San Foca è deviare verso Torre dell’Orso, allungando il tragitto di oltre 40 km.  I cosiddetti “effetti collaterali” di questo processo di assedio militare del nostro territorio - continua - finiscono col prevalere sui risultati positivi che si dichiara di voler conseguire. Non si possono privare i cittadini della libertà a cui hanno diritto, passando anche sopra la volontà delle amministrazioni locali. Paralizzare la circolazione per evitare le contestazioni non è la scelta giusta - conclude - in questo modo si rischia di creare solo ulteriore tensione”.

Duro il commento di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, che parla di “militarizzazione inaccettabile e ingiustificata” e si dice pronto a portare il caso in Parlamento per chiedere al governo di ritirare la decisione: “Una militarizzazione inaccettabile. Un paese e una comunità, quella di Melendugno, tenuti praticamente ostaggio per tutelare gli interessi del consorzio Tap che nelle prossime ore riprende i lavori. Il tutto con un decreto del Prefetto che interdice e vieta l'accesso a tutte le strade che circondano il cantiere, compresa la provinciale fra Vernole e San Foca.  Mi pare un provvedimento abnorme ed eccessivo, dal momento che la giustificazione di tale decreto risiede nel pericolo potenziale di azioni da parte del Movimento che si oppone all'opera, richiamando i fatti di marzo e aprile scorso, quando c'è stata una pacifica opposizione della popolazione cui è arrivata una risposta militare."

"Io ci sono stato sul cantiere per tre giorni, lo scorso marzo e non ho trovato terroristi, - prosegue il leader di SI -  né insurrezionalisti, né pericolosi estremisti eversivi. Ho trovato mamme preoccupate, sindaci scettici, professori indignati, giovani arrabbiati. Ho trovato migliaia di persone che chiedono di determinare il modello di sviluppo dentro il quale vogliono vivere, con tutto il diritto di poter intervenire nelle dinamiche decisionali. E' un fatto democratico, né più, né meno."

"Per questo - conclude Fratoianni - vogliamo che il governo venga in Parlamento a rispondere alla nostra interrogazione, e ritiri decisioni di questo genere assolutamente ingiustificate. Il governo per una volta renda conto delle operazione che mette in campo e comprenda la differenza fra meccanismi democratici e terrorismo".

Anche Mdp, dal coordinamento provinciale, parla di “metodo antidemocratico da parte del governo”: “L’ordinanza del Prefetto di Lecce, emanata con i caratteri di urgenza del tutto ingiustificati (nota commissario europeo in risposta all’interrogazione del deputato Europeo di MDP Massimo Paolucci) prevede una sostanziale militarizzazione del territorio di San Foca. Questa è l’ennesima risposta sbagliata e antidemocratica rispetto alle richieste di un confronto di merito e di metodo sull’approdo del gasdotto, più volte avanzate dalla Regione Puglia, dai 94 Sindaci della provincia di Lecce, dal Comune di Melendugno, dai movimenti civici, dalle associazioni e da tutti quelli insensibili alle mance del consorzio TAP. MDP, a tutti i livelli istituzionali: Parlamento Europeo, Parlamento Italiano, Consiglio Regionale della Puglia, Consigli comunali salentini sollecita una immediata mobilitazione per accelerare su un corretto approccio democratico e responsabile”.

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