Tari, verifiche in corso a Lecce: “Il servizio dovrà essere pagato comunque”

domenica 12 novembre 2017

L’Ufficio Tributi del Comune di Lecce nella giornata di lunedì provvederà, ad ogni buon conto, ad attivarsi inviando richiesta di parere al Ministero delle Finanze al fine di prendere gli opportuni provvedimenti.

La questione Tari approda al Comune di Lecce. I presunti errori sul calcolo della tariffa, in particolare sulla quota variabile imputata anche alle pertinenze, saranno oggetto di una richiesta dell’Ufficio tributi al Ministero delle Finanze per avere chiarimenti.

Il calcolo della Tari infatti si ottiene dalla somma di due quote: quella fissa (legata ai metri quadrati dell’immobile) e quella variabile (legata ai componenti del nucleo familiare). Per il regolamento Tari del Comune di Lecce “le cantine, le autorimesse o altri luoghi di deposito si considerano pertinenze di unità immobiliari ad uso utenze domestiche, con nucleo familiare pari ad 1 componente”. Disposizione che deriva dall’applicazione del Dpr che si limita ad indicare le modalità di calcolo della parte variabile delle tariffe per le utenze domestiche. Interpretazione è stata fatta propria anche dall’Anci che nel parere espresso in data 15/09/2014 (su richiesta del comune di Mesagne) ha stabilito che “è corretto applicare ai locali pertinenziali la stessa tariffa applicata ai locali principali”.

L’odierna interpretazione restrittiva della suddetta norma da parte del Mef, al contrario, porta ad affermare l’impossibilità di computare la quota variabile sia in riferimento all’appartamento sia alle relative pertinenze in quanto il suddetto Dpr stabilirebbe il calcolo della quota variabile con riferimento alla singola utenza. Secondo l’Anci si tratterebbe, comunque, di un episodio marginale e Guido Castelli delegato Anci per la finanza locale ha annunciato l’invio di una nota alle amministrazioni locali con tutti i dettagli.

Le associazioni dei consumatori sono pronte a dare assistenza ai cittadini che volessero avanzare istanza di rimborso (la Tari si paga dal 2014); al riguardo si segnala che in caso di istanza di rimborso il comune dovrebbe rispondere entro 90 giorni e in caso di diniego o di silenzio o rifiuto il contribuente avrebbe 60 giorni per ricorrere al giudice tributario e chiedere la disapplicazione del regolamento tari.

L’eventuale modifica regolamentare mirata ad azzerare la quota variabile sulle pertinenze non farebbe altro che spostare il problema in quanto il costo del servizio deve essere comunque assicurato e, pertanto, ciò porterebbe ad un aumento della quota variabile sull’abitazione non risolvendo comunque il problema del costo per il contribuente.

 

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