Ricerca su xylella, green economy, corsi e piste ciclabili: ecco cosa offrono Tap e Snam

mercoledì 8 novembre 2017

Le proposte delle società, portate al tavolo interistituzionale, nel progetto di realizzazione del metanodotto e dell’interconnessione con la rete del gas, tra possibili investimenti e ricadute occupazionali.

Un centro di eccellenza per la decarbonizzazione, uno studio sulla xylella, piste ciclabili anche sul tracciato del gasdotto e formazione per tutti: sono queste alcune delle proposte che Tap e Snam hanno presentato al tavolo interistituzionale di Roma, davanti al Governo nazionale, alla Regione Puglia, alla delegazione di sindaci salentini presenti con la Provincia di Lecce e alle parti sociali.

Le società che stanno realizzando il discusso metanodotto e il collegamento alla rete di distribuzione del gas provano a far leva su queste “offerte” per convincere i territori della bontà dell’opera e delle sue ricadute positive, in termini economici ed occupazionali. Vengono presentate cifre, dati, ipotesi, che ovviamente non mancheranno di creare dibattito, critiche e puntualizzazioni.

Sul tavolo della trattativa ci sono a rappresentare le società Luca Schieppati e Marco Alverà, che illustrano quelle che ritengono, d’accordo col governo, idee di “sviluppo del territorio pugliese”. Si tratta dei cosiddetti “ristori” o “compensazioni” correlate alla realizzazione del progetto. Le due società stimano che l’impatto complessivo dell’opera sull’indotto locale sia di circa 100 milioni di euro, col coinvolgimento di circa 1.000 persone, di cui tra le 500 e le 650 assunte a livello locale. Tra i numeri forniti, si citano anche 25 progetti di eccellenza, nati sul territorio, che richiedono un investimento di circa 25 milioni di euro.

Snam ha, quindi, proposto di aprire in Puglia un centro di eccellenza mondiale per la decarbonizzazione, con il pieno supporto della Commissione Europea e di aziende leader globali nella green economy. Secondo le società, la Puglia verrebbe trasformata in una regione all’avanguardia a livello europeo sul fronte della green economy, con investimenti ulteriori da 30 milioni di euro, che si sommerebbero a quelli già in campo.

Per quanto riguarda, invece, le iniziative in programma sul territorio, si parte con la formazione e la selezione per “il Management Acceleration Program”, in collaborazione con i principali atenei pugliesi, di 50 laureati per un tirocinio di sei mesi al termine dei quali, a seguito di un’ulteriore selezione, 25 giovani saranno inseriti presso le società azioniste di TAP (Snam, BP, SOCAR, Enagas, Axpo e Fluxys, oltre alla stessa TAP). Ci sarà un progetto di alternanza scuola/lavoro che coinvolgerà 4 istituti pugliesi e circa 250 studenti; ancora l’iniziativa “Formazione ad alta energia” che offrirà a 15 neolaureati pugliesi l’opportunità di acquisire competenze nel settore oil&gas seguendo un percorso di 15 mesi, suddiviso tra corsi in aula e attività direttamente in cantiere; c’è poi “Tap Academy” con l’obiettivo di “migliorare le competenze informatiche e linguistiche dei partecipanti, attraverso dei corsi gratuiti con cadenza semestrale, riservati a 50 residenti a Melendugno e in Provincia di Lecce”. E ancora il “progetto MENA”, ovvero un corso gratuito di formazione professionale dedicato ai ristoratori locali.

Sul fronte dell’ambiente, Snam vuole contribuire con l’aiuto degli azionisti di Tap, alla realizzazione di un Centro di Ricerca e Sviluppo su decarbonizzazione e sostenibilità ambientale della rete del gas, da sviluppare in sinergia con i Poli Universitari d’eccellenza pugliese e in partnership con altre realtà all’avanguardia globale nel settore energetico. Sono inoltre previste call for ideas volte a rendere partecipe anche il territorio nella definizione dell’agenda di ricerca, che prevede la realizzazione di progetti di ricerca nei seguenti ambiti: biometano, power-to-gas, idrogeno, heating & cooling, CCS (Carbon Capture and Storage).

Si prevede uno studio di fattibilità sulle potenzialità del mercato del gas naturale liquefatto (LNG e Small Scale LNG) e la promozione di collaborazioni con le Autorità Locali per incentivare la metanizzazione dei mezzi di trasporto pubblico e di nettezza urbana. Lo stesso sarà fatto sul biometano. Un ruolo importante è infine rappresentato dall’efficientamento energetico delle scuole pugliesi che hanno aderito all’alternanza scuola-lavoro, attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie sul mercato per contenere i consumi di energia tenendo in considerazione le specifiche necessità di ogni scuola.

Altri progetti riguardano la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio salentino con allo studio una ricerca quinquennale dedicata agli ulivi e al contenimento della xylella. Nell’ottica del turismo sostenibile, viene prevista la realizzazione della “Salento Greenway”, una pista ciclabile sviluppata in prossimità del percorso del gasdotto e toccherà alcuni dei principali siti di pregio architettonico e naturalistico del territorio. Si prevede il cofinanziamento della start up di un servizio di bike-sharing a flusso libero (basato cioè assenza di rastrelliere e nella presenza diffusa di biciclette, geolocalizzabili tramite app) nell’area urbana di Lecce, da estendere durante l’estate all’area che unisce le marine di Lecce a quelle di Melendugno.

È già stato avviato il progetto “Libera il mare” per la pulizia dei fondali e delle spiagge: concluso lo studio, la mappatura e la caratterizzazione dei rifiuti marini, ben 30 chilometri di litorale saranno oggetto di rimozione dei rifiuti, in collaborazione con Conisma (Consorzio Nazionale Scienze Marine-Unisalento). Tap e Snam poi hanno precisato che, da più di un anno, con le due edizioni del bando di finanziamento TAP Start vengono favoriti progetti a beneficio della comunità, rivolgendosi ad associazioni no profit della provincia di Lecce, impegnate nell’ambito della cultura, del territorio e dello sport. L’assegnazione dei contributi della seconda edizione avverrà entro la fine del 2017. Infine sarà condotto un progetto a sostegno del comparto della pesca nell’area di San Foca, che rappresenta una delle principali risorse economiche del territorio, da realizzarsi tramite la consultazione delle comunità dei pescatori locali.

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