Mar Piccolo, tartaruga uccisa e legata sul fondo: è caccia ai responsabili

lunedì 23 ottobre 2017
Il ritrovamento da parte di Arpec Puglia a Taranto, sdegno del WWF: avviate le indagini per individuare i responsabili.

Un brutto episodio di violenza contro gli animali arriva dal Mar Piccolo, dove una pattuglia dell’associazione Arpec Puglia (protezione civile a cavallo), partner per la realizzazione dell'Ecomuseo del Mar Piccolo, ha fatto un raccapricciante ritrovamento. Sul fondo del mare, legata ad un masso, qualcuno aveva difatti nascosto una tartaruga marina, uccisa prima a colpi di remo. Un atto di gravissimo bracconaggio ai danni di una creatura innocua e protetta che ha determinato lo sdegno di animalisti e Wwf, intervenuto sul posto su sollecitazione della stessa Arpec.

Immediatamente allertate, le autorità competenti - Carabinieri, Guardia Costiera, ASL ed Aeronautica (la tartaruga è stata infatti rinvenuta presso la S.V.T.A.M. Scuola (Scuola Volontari di Truppa dell’Aeronautica Militare di Taranto) - sono accorsi immediatamente sul posto. Di fronte alla gravità dell’accaduto la ASL ha contattato il magistrato di turno che ha disposto l’avvio di indagini approfondite per individuare l’autore di questo gesto brutale.

“Gaetana (questo il nome dato alla tartaruga dai volontari WWF che l’avevano curata) un esemplare femmina di tartaruga Caretta caretta adulta con una lunghezza di 73 centimetri, una larghezza di 66,5 centimetri e un peso di 51,9 chilogrammi, era stata recuperata nei pressi del Parco Cimini a Taranto il 9 gennaio del 2017 ed era stata subito presa in cura dal personale dell’Oasi WWF di Policoro. Dopo le cure e la riabilitazione era stata liberata, sempre a Parco Cimino il 10 aprile del 2017” spiega il WWF.

L'associazione - con il suo ufficio legale - ha già avviato tutti gli approfondimenti per valutare una eventuale costituzione di parte civile “contro chi si è macchiato di questo orribile crimine di natura” e  chiede alle autorità competenti di fare “piena luce su quanto accaduto individuando al più presto l’autore di questo gesto raccapricciante”. Il WWF chiede inoltre alle istituzioni di Taranto un impegno straordinario di sorveglianza contro la pesca illegale all’interno del Mar Piccolo dove la pesca con le reti è vietata oltre che un tavolo permanente sulla salvaguardia del Mar Piccolo.

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