Ospedale Casarano, l’Asl impugna l’ordinanza del sindaco: il caso finisce in Procura

giovedì 19 ottobre 2017

Il caso dell’ospedale Ferrari finisce in un pugno di ferro tra Asl di Lecce e Comune di Casarano: spetterà al Tar di Lecce intervenire sull’ordinanza sindacale.

L’Asl di Lecce ha impugnato l’ordinanza del sindaco di Casarano con cui quest’ultimo aveva imposto, come autorità sanitaria locale, la riapertura della struttura ospedaliera locale. La Direzione Strategica, infatti, ha conferito incarico legale per richiedere al Tar di Lecce la sospensiva dell’ordinanza emanata da Gianni Stefàno, finalizzata a far riattivare il reparto di Pediatria dell’Ospedale “Ferrari”.

Asl Lecce ritiene quindi di proseguire con il trasferimento della Chirurgia Pediatrica dall’Ospedale di Casarano a quello di Lecce secondo il cronoprogramma già stabilito, in quanto scopo dell’azienda è quello di fornire un migliore servizio all’utenza, potendo gestire in un’unica sede sia i neonati con gravi patologie sia i bambini più grandi e diminuendo, di conseguenza, anche la mobilità passiva.

La Direzione ASL ha provveduto contestualmente a segnalare alla Prefettura e alla Procura della Repubblica di Lecce una serie di circostanze e iniziative, con particolare riferimento allo stato di permanente occupazione del Reparto di Chirurgia Pediatrica di Casarano, perché siano valutati eventuali comportamenti di cui si ritiene necessario informare l’Autorità Giudiziaria.

Sulla vicenda, interviene Erio Congedo, consigliere regionale Fratelli d’Italia che commenta: “Per un provvedimento di fondamentale importanza, quale quello dell' Ospedale di Casarano, sarebbe stato necessario un confronto con i territori e con i rispettivi rappresentanti per poter spiegare le ragioni di determinate scelte e acquisire le informazioni su bisogni e necessità locali; si sarebbe dovuto andare oltre il semplice approccio ragioneristico, applicando asetticamente parametri e standard”.

“L'ho sempre sostenuto – prosegue - e continuerò a ribadirlo: un momento di confronto avrebbe sgombrato il campo da dubbi circa una riforma disegnata sulla base della geografia politica e non invece delle esigenze dei cittadini. Verrebbe dunque da chiedersi dove siano finiti i buoni propositi sulla partecipazione e sulla condivisione delle scelte -soprattutto politiche- importanti come quelle che riguardano la salute”. 

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