Si è spento il professor Donato Valli, tra i fondatori dell'Ateneo leccese

mercoledì 18 ottobre 2017

Figura storica nell'ambito accademico, il professor Valli è stato Rettore dell'Università degli Studi di Lecce.

Si è spento nelle scorse ore il professor Donato Valli, figura storica dell'Università leccese. Tra i fondatori dell'Ateneo, allievo di Girolamo Comi, Valli è stato Rettore dell'Università degli Studi di Lecce dal 1983 al 1992 e preside della facoltà di Lettere e Filosofia. Da letterato ha intuito il valore delle grandi figure letterarie salentine del Novecento.

Messaggio di cordoglio da parte del Rettore Vincenzo Zara che scrive: “La scomparsa del professor Donato Valli è una grande perdita per la nostra Università. Oggi non veniamo solo privati dello studioso e del docente prestigioso la cui attività didattica ha formato intere generazioni di studenti, perdiamo l’uomo appassionato e generoso che ha contribuito alla crescita di questo Ateneo. Il suo lavoro instancabile per la comunità accademica salentina e il suo amore per il territorio hanno consentito alla nostra Università di crescere e di affermarsi nel contesto nazionale con forza, dignità e autorevolezza. Donato Valli è stato professore ordinario, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e rettore della nostra Università. Le sue numerose ricerche sulla letteratura locale hanno strappato al silenzio tante voci di letterati salentini a testimonianza di un legame forte con la nostra terra. Dobbiamo essergli grati anche per questo, insieme all’impegno istituzionale e culturale per cui lo ricorderemo”.

Anche dal sindaco Carlo Salvemini il ricordo dedicato al professore scomparso: “Un uomo, un letterato, la cui storia umana e professionale ha coinciso per lunghi anni con la scoperta e la valorizzazione della cultura letteraria del nostro territorio e con la crescita dell'Università di Lecce, della quale è stato Rettore per un decennio, dall'83 al '92”. Salvemini ricorda come Valli, da Rettore, fu promotore della nascita delle Facoltà di Scienze Economiche e poi di Ingegneria, ponendo le basi del progetto di quello che diverrà il campus di Ecotekne, e come, da letterato riconobbe il valore della conoscenza al di là delle barriere disciplinari e dell'esigenza di una Università che dialogasse con la città e con il mondo: “Uomo discreto – aggiunge -, umile, generoso, attento ai giovani e disponibile nei confronti delle sperimentazioni, la figura e l'opera di Donato Valli rappresentano un patrimonio culturale che la città di Lecce saprà valorizzare. Oggi, nel giorno della sua scomparsa, con sentimenti di gratitudine e ammirazione, la città gli rende omaggio”.

Anche il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, ricorda la figura di Valli: “Un intellettuale autentico, un interprete straordinario della nostra terra, una personalità rara perché dotata, tra l’altro, di un’eccezionale lungimiranza, della straordinaria capacità, cioè, di vedere avanti, di vedere oltre, precorrendo i tempi dell’azione comune. Donato Valli era questo e tanto ancora. La sua scomparsa ci colpisce e ci rattrista. Da oggi avvertiremo forte la mancanza di un uomo generoso che ha dato tanto al nostro Salento, che è stato ispiratore di tantissimi giovani, che ha contribuito con la sua opera a definire quell’identità culturale e letteraria oggi riconosciuta a livello nazionale. Nel giorno del commiato, a lui va il nostro grazie sincero e a tutta la comunità salentina va l’incitamento all’impegno di continuare a dare valore alla sua instancabile attività di ricerca e di studio e di tenerne viva, orgogliosamente, la memoria”.

 

L’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lecce, Patrizia Guida, dichiara: “Donato Valli si è spento silenziosamente nella sua amata Tricase. Ha concluso una lunga vita spesa nel segno dell’onestà intellettuale e dello studio, serio e grave, con il quale ha dato onore alla nostra Università e al Salento. Ho condiviso la sua stanza in Facoltà (o meglio mi ha ospitata nella sua stanza) al primo piano del Codacci Pisanelli per circa quindici anni, fino a quando non è andato in pensione. Io la giovane ricercatrice appena tornata dall’America, lui il Professore e già rettore. Nonostante la diversità di esperienze e di interessi scientifici, si creò da subito un rapporto di assoluta parità sul piano intellettuale e complementarietà su quello della quotidianità accademica. Come sua ricercatrice ho goduto di una straordinaria libertà, di pensiero e di azione, che io ora cerco di trasmettere a chiunque voglia lavorare con me. Di questo insegnamento gli sono grata. Tutti dovremmo essergli grati per come ha saputo gestire sia l’Ateneo, in un momento di delicata”. 

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