Minacce di morte e violenze sulle ex e i figli, divieto di avvicinamento per due stalker

giovedì 12 ottobre 2017
In un caso esibita anche una pistola, requisita dai poliziotti al fine di impedirne l’ulteriore utilizzo.

Concluse due indagini, da parte della Polizia di Stato, relative a delitti di atti persecutori, minacce e maltrattamenti in famiglia, che hanno coinvolto, sotto la forma di violenza assistita, anche minori di età.

 La prima indagine è partita da una dettagliata denuncia resa ai poliziotti da una donna che, al termine di una sua relazione amorosa, si è trovata a dover subire le intrusioni nella sua sfera privata attraverso messaggi denigratori e pedinamenti. L’ex, tra le altre cose, pretendeva anche la restituzione di somme di denaro oltre ad intimarle di ritornare insieme a lui, preannunciando rappresaglie anche nei confronti dei più stretti familiari della donna. L’atteggiamento persecutorio dell’uomo si è manifestato anche con inseguimenti su strada della ex compagna mentre era alla guida dell’auto, mettendo a repentaglio la sicurezza. Le indagini svolte dai poliziotti hanno consentito di fornire al Pubblico Ministero un quadro probatorio ben delineato che ha consentito al Giudice per le Indagini Preliminari di emettere nei confronti dell’indagato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla ex compagna ed ai suoi familiari, misura ritenuta necessaria attesa anche la recidività nella condotta molesta e persecutoria dello stalker, denunciato in passato, dalla Polizia di Stato per analoghe condotte nei confronti di un’altra donna.

La seconda indagine ha riguardato una complessa vicenda familiare in cui l’indagato nel corso degli ultimi due anni manifestato, anche davanti ai figli minori e frequentemente in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, atti violenti e denigratori nei confronti della moglie convivente, e minacce di morte, con l’esibizione di una pistola, ritirata subito dopo dai poliziotti, in via cautelare, al fine di impedirne utilizzo. L’assoggettamento della donna alle vessazioni psicologiche del marito è testimoniato anche dalla remissione di una querela avvenuta su costrizione dell’uomo. L’ex aveva effettuato numerosi pedinamenti della vittima attraverso l’utilizzo di strumenti di localizzazione elettronica e captando le sue conversazioni attraverso una microspia collocata nel suo vestiario. La misura cautelare emessa dal Giudice, sempre su richiesta del Pubblico Ministero, ha imposto all’uomo di allontanarsi dall’abitazione familiare e di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie.

 

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