Ilva, no agli esuberi. Il vescovo Santoro: “Il Governo aveva detto il contrario”

domenica 8 ottobre 2017

Anche i sindacati promettono battaglie per evitare i 4mila licenziamenti previsti dalla nuova società.

“Bisogna evitare gli esuberi. Questo numero annunciato di quattromila è veramente impressionante perché è proprio il contrario di quanto sia il vicario dello sviluppo economico la Bellanova sia il ministro De Vincenti ci hanno detto. Ci sono state da parte dei ministri delle rassicurazioni”.

Parole dell'Arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, trasmesse da InBlu Radio, il network delle radio cattoliche italiane della Cei, riferite alla situazione dell'Ilva.

“Queste rassicurazioni - ha aggiunto monsignor Santoro - non ci lasciano tranquilli perché ci vuole proprio una certificazione, impegni sottoscritti con le parti che garantiscano la piena occupazione e il rispetto dei diritti acquisiti dei lavoratori. Seguiamo con preoccupazione la giornata e aspettiamo rassicurazioni non verbali, ma sottoscritte e ufficiali”.

 “Il mio impegno - ha ribadito l'arcivescovo - è proprio sempre per la salute dei tarantini, degli operai in primo luogo, ma anche per il mantenimento dei posti di lavoro perché dietro questi quattromila operai ci sono le loro famiglie e quindi a loro tutta la mia vicinanza.

Anche i sindacati sono sul piede di guerra: “Noi abbiamo già dato in termini di salute, abbiamo dato in termini di ambiente, abbiamo dato in termini di salario, abbiamo dato in termini di occupazione. Allora il governo e AmInvestco sappiano che non siamo disponibili a fare un passo indietro”.

Lo ha detto il segretario generale della Uilm di Taranto Antonio Talò durante una conferenza stampa sulla vertenza Ilva.

All'incontro hanno partecipato anche il segretario territoriale della Fim Valerio D'Alò e quello della Fiom Cgil Giuseppe Romano. È stato fatto il punto sulle iniziative di mobilitazione dopo l'annuncio degli esuberi da parte della cordata formata da ArcelorMittal e Marcegaglia. Lunedì alle 7 partirà lo sciopero di 24 ore dei lavoratori dello stabilimento di Taranto e dell'indotto.

“Ci attrezzeremo - ha detto Talò - per fare dei presidi permanenti e martedì mattina rifaremo un Consiglio di fabbrica e lì decideremo che cosa fare in termini di manifestazioni o mobilitazioni. Sappiano che noi non rimarremo con le mani in mano”.

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