Carenza di personale nei presidi ospedalieri, sindacati Fsi/Usae minacciano lo sciopero

domenica 8 ottobre 2017

In una lettera inviata alla direzione dell’Azienda sanitaria il resoconto delle precarie condizioni di lavoro da parte degli operatori.

Pronti ad ogni forma di lotta per tutelare e difendere la dignità dei dipendenti ed il mancato riconoscimento dei loro diritti. Una minaccia che il sindacato Fsi/Usae medita di mettere in pratica se la Asl non interverrà per porre rimedio alla cronica mancanza di personale e che interessa i presidi ospedalieri più grandi della provincia di Lecce (Vito Fazzi di Lecce – Gallipoli -S. Giuseppe da Copertino - S. Caterina di Galatina –Casarano e Veris Delli Ponti di Scorrano) oltre a quello dei presidi territoriali attivi, uffici vaccinazioni, seus 118 e della medicina penitenziaria che quotidianamente faticano per mantenere i livelli minimi di assistenza.

“Questa carenza di personale della dirigenza medica e del personale di comparto -spiegano i sindacati in una lettera- (infermieri – ostetriche-tecnici di laboratorio biomedico-tecnici di radiologia medica- operatori socio sanitari ), determina un enorme ed eccessivo carico di lavoro ricadente sugli infermieri e sui pochi operatori socio sanitari in servizio ed è causa di stress e disagio psico fisico che porta gli operatori a non garantire una assistenza di qualità con conseguenti rischi professionali, sia in regime ordinario che soprattutto in condizioni d’urgenza e, non permette al personale di garantire il rispetto della dignità dei pazienti.

In piena emergenza estiva si è proceduto ad assumere solo per tre mesi a tempo determinato circa 80 infermieri che sono stati distribuiti su tutto il territorio della Asl di Lecce, che hanno dato solo una piccolissima mano rispetto alle circa 150 unità di personale infermieristico da sostituire autorizzato con delibera ma non assunto in quanto in quella fase si era con i bandi di reclutamento del personale ancora in itinere.

Così come a tutt’oggi si è in attesa dell’adozione della graduatoria dell’avviso pubblico per operatori socio sanitari scaduto in data 19/07/2017. Tale adozione potrebbe essere un piccolo toccasana per i servizi di assistenza e non in quanto la maggiore carenza è rappresentata dagli operatori socio sanitari e che se sanata eviterebbe il demansionamento continuo della professione infermieristica, che oggi è costretta a sopperire a tale carenza, svolgendo mansioni non infermieristiche quali quelle di tipo alberghiero, igiene personale ed il trasporto dei pazienti.

A tal proposito, si propone di utilizzare nel frattempo soluzioni alternative e celeri per il reclutamento del personale occorrente, con la proroga degli incarichi temporanei scaduti di tutti i profili professionali”.

La segreteria Fsi/Usae si rende immediatamente disponibile ad un incontro urgente (5 giorni dal ricevimento della lettera) per ulteriori approfondimenti.

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