“L’albero”, a Lecce la prima italiana del nuovo spettacolo dell’Odin

mercoledì 4 ottobre 2017

Il 4 ottobre a Lecce Eugenio Barba e Nicola Savarese da Koreja  con “I cinque continenti del teatro”

Evento da Koreja dove questa sera, 4 ottobre, sarà in scena la prima italiana de “L’albero”, il nuovo spettacolo dell’Odin Teatret, Applaudito in molte capitali europee, sarà sul palco con altre 4 repliche da domani, 5 ottobre.

Lo spettacolo, è la terza tappa della “trilogia degli innocenti” realizzata dal celebre gruppo danese fondato oltre mezzo secolo fa da Eugenio Barba, considerato un Maestro del teatro internazionale e un protagonista della storia teatrale europea.

Come i due precedenti spettacoli, La vita cronica e Le grandi città sotto la luna,  è un affresco di avvenimenti contemporanei che intrecciano conflitti, incubi e speranze di personaggi fittizi e figure storiche realmente vissute.

Il progetto è stato presentato lunedì 2 ottobre nei Cantieri Teatrali Koreja alla presenza di Eugenio Barba Regista e Fondatore dell’Odin Teatret; Loredana Capone Assessore Industria Turistica e Culturale Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia; Ileana Sapone Ufficio Stampa Teatro Pubblico Pugliese, Antonella Agnoli Assessore Cultura, Creatività e Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Comune di Lecce.

Domani, giovedì 5 ottobre, oltre alla prima replica dello spettacolo, alle ore 18.00 (ingresso libero) il foyer dei Cantieri Teatrali Koreja ospiterà inoltre la presentazione del libro "I cinque continenti del teatro. Fatti e leggende della cultura materiale dell'attore" di Eugenio Barba e Nicola Savarese (Edizioni di Pagina, Bari, 2017): un testo di grande teatro, un kolossal di quasi 400 pagine formato album, un montaggio di informazioni, notizie, attrazioni, aneddoti che insegnano, incuriosiscono e fanno riflettere. Alla presentazione parteciperanno gli stessi autori.

Il punto di partenza è un precedente saggio-kolossal dei due autori, un libro-manuale che ha fatto storia, tradotto in tutto il mondo, una sorta di bibbia teatrale, "L’arte segreta dell’attore" del 1983, una guida, un saggio, un manuale di istruzioni sulle tecniche dell’attore in scena.

A partire dalle diverse culture si analizzavano e mostravano gli strumenti del corpo-mente dell’attore come fondamento della pratica teatrale tanto che il “librone” aveva il valore di una ricerca antropologica ed è ormai considerato la pietra miliare della antropologia teatrale di Eugenio Barba.

Da quel lavoro di ricerca, già grandioso, Barba e Savarese hanno voluto allargare il campo di indagine. Se infatti il teatro è costituito dalle tecniche corpo-mente, è altrettanto vero che il teatro si svolge sempre “in situazione”, si fa cioè grazie a una serie di condizioni, comportamenti, necessità sociali e individuali. Dunque qui sono presi in esame i mezzi, procedimenti, condizioni, convenzioni che gli attori di qualunque latitudine e cultura necessitano per la pratica teatrale. Quello che i due autori definiscono le “tecniche ausiliarie” che vanno dalle condizioni economiche, luoghi, procedimenti pratici, ai modi di pensare e vivere il teatro, tutti aspetti che concorrono nelle varie culture a realizzare - e allo spettatore a consumare- l’artigianato teatrale.

Così facendo, Barba e Savarese hanno raccolto, catalogato, analizzato le diverse “tecniche ausiliarie” dalle origini ai giorni nostri, dall’antica Atene alle tribù della Nuova Zelanda.

Vent'anni per indagare perlustrare, raccogliere materiali, fare ricerche ed elaborare informazioni e studi, “fatti e leggende sulla cultura materiale dell’attore”, come recita il sottotitolo del volume. Il quale, ricco di illustrazioni, immagini, grafici oltre che di riflessioni e informazioni, è insieme un libro di storia del teatro, e delle imprese teatrali, ma anche dei luoghi teatrali, e dei modi di presentare e fare teatro, un libro di attori e artisti, ma anche di filosofia teatrale: è tutto quell'insieme di pensiero e condizioni reali, poetica e vita concreta, estetica e opportunità materiali che fanno “la cultura materiale” dell’attore.

La linearità della presentazione non restituisce l’articolata riflessione del libro dove Storia e aneddoto, foto e riflessione, ricostruzione e analisi hanno tutte uguale importanza, si intrecciano le une alle altre, insieme agli apporti di altri studiosi, da Ferdinando Taviani a Franco Ruffini, Mirella Schino, Fabrizio Cruciani, Ferruccio Marotti.

L’appuntamento arriva nei nei Cantieri Teatrali Koreja grazie al Progetto della Regione Puglia, realizzato da Teatro Pubblico Pugliese e sostenuto dal Fondo speciale per la cultura e patrimonio culturale - Legge regionale 40/2016  - e Fsc 2014_20: intervento “Sviluppo e internazionalizzazione della filiera culturale e creativa dello spettacolo dal vivo – teatro e danza”, in collaborazione con Cantieri Koreja e con il patrocinio del Comune di Lecce. 

Ingresso intero euro 15
ridotto (under 30/over 60) euro 12
Presentazioni ingresso libero fino ad esaurimento posti
INFO: Cantieri Teatrali Koreja, via Guido Dorso, 70
tel. 0832-242000 / 240752
www.teatrokoreja.it

 

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