Omicidio Noemi, il padre vuole giustizia. La famiglia dell’omicida: “Avevamo chiesto aiuto”

sabato 23 settembre 2017

Il genitore della ragazza uccisa si è rivolto all’avvocato Walter Biscotti per cercare di fare luce sulla vicenda.

“Voglio verità e giustizia per mia figlia Noemi”: a dirlo è Umberto Durini, il padre della sedicenne di Specchia uccisa il 3 settembre dal suo fidanzato di 17 anni che ha poi confessato l’omicidio. L’uomo si è affidato all’avvocato del foro di Perugia Walter Biscotti, già legale della mamma di Sarah Scazzi e difensore di Salvatore Parolisi, che si è recato appositamente nella città pugliese.

 “Umberto Durini - ha detto all’Ansa l’avvocato Biscotti - vuole ringraziare le forze dell’ordine e tutti quelli che hanno collaborato alle indagini. Chiede che rimanga alta l’attenzione sul caso perché ci sono punti ancora oscuri legati alla confessione del ragazzo”. Secondo il legale “occorre chiarire in particolare il ruolo del padre del 17enne”.

E proprio il genitore del giovane, reo confesso dell’omicidio della 17enne, ha spiegato in un’intervista, mandata in onda ieri su Retequattro, a ‘Quarto Grado’ di aver chiesto aiuto più volte.

“Sono stato ai servizi sociali -ha raccontato l’uomo- per chiedere come mai questa ragazza fosse sempre fuori di casa e non fosse seguita dalla famiglia. Mi sono inginocchiato e ho detto: Mi aiuti a trovare una struttura dove chiudere mio figlio, in modo che venga curato’ Se ne sono usciti con un sarai contattato da un consultorio. Consultorio che non si è fatto mai vivo”.

“Che questa ragazza fosse pericolosa per mio figlio me ne sono accorto quasi subito, perché era gelosa e morbosa. Me ne sono accorto – ha continuato- sin dai primi giorni, quando veniva accompagnata da un ragazzo di Casarano molto più grande di lei. È pericolosa questa gente qua. Viene a casa a buttare molotov. Non è vero che questa ragazza chiedesse il permesso per uscire di casa: usciva quando voleva. Tempo fa, poi, vengo a sapere che raccoglieva soldi per comprare una pistola e ammazzarci.

“Adesso - ha concluso - siamo passati che la mia è una cattiva famiglia, che non seguivo mio figlio, e che Noemi invece era una brava ragazza. Ho pietà per lei. Per me era vittima della sua famiglia. Questa è la pura e sacrosanta verità. E quando ci sarà l’opportunità tirerò fuori vita morte e miracoli di questa famiglia. A Lucio non posso dire niente perché non ce l’ho più. Ho cercato di salvarli tutti e due: sarebbe bastato che mi avessero ascoltato”.

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