Bara e lumini nel condominio? Il Tar dice no alla “Sala del Commiato”

venerdì 22 settembre 2017

Accade a Maglie. Il progetto avrebbe previsto l’apertura di una struttura per cerimonie laiche, in pieno centro abitato, nelle immediate vicinanze anche di scuole, bar e ristoranti.

Una “Casa del Commiato” per celebrare l’estremo saluto al “caro estinto”? Sì, ma non in un condominio. I giudici del Tar di Lecce hanno respinto la richiesta di un imprenditore magliese che avrebbe voluto aprire la struttura in cui ospitare le salme prima del funerale. Un modo per permettere di esprimere il cordoglio ai parenti che non avessero avuto la disponibilità di un’abitazione adeguata o in caso di cerimonie laiche o di religioni diverse.

In questo caso, il progetto avrebbe previsto l’apertura del servizio in pieno centro abitato (nelle immediate vicinanze anche di scuole, bar e ristoranti), al piano terra di un immobile al cui primo piano abita una persona.

A fronte del no da parte del Comune, l’imprenditore ha presentato ricorso al Tar Lecce.

I giudici hanno negato l’autorizzazione perché si tratta, a tutti gli effetti, un’attività funeraria da realizzarsi all’interno del centro abitato e non una semplice impresa commerciale. Contro l’apertura della camera ardente, si era opposto anche il proprietario di una parte dello stabile, dettaglio che il Tribunale ha ritenuto fondamentale.

 

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