Partecipate, Tar accoglie ricorso sul bando. Tutto da rifare per l'amministrazione

giovedì 21 settembre 2017

La decisione del tribunale amministrativo rimette in discussione il bando per alcuni difetti nei presupposti. Salvemini non si scompone: “Rifaremo tutto recependo le indicazioni del Tar”.

Il Tar di Lecce annulla il bando con cui l’amministrazione leccese aveva predisposto l’individuazione di nuove figure per le due società partecipate, Lupiae Servizi e Sgm, dopo aver contestualmente invitato i vertici in carica a fare un passo indietro.

Il ricorso presentato al tribunale, sotto la regia dell’avvocato Pietro Quinto, è stato accolto dal Tribunale amministrativo che ha annullato l’avviso pubblico indetto dal dirigente del comune di Lecce per l’individuazione delle nuove figure al vertice. Nella sostanza, viene rilevato come sia quasi data per scontata la decadenza degli amministratori in carica, in relazione all’elezione del nuovo sindaco: il Tar, invece, considera non consequenziale questo presupposto e lesivo dei vertici in carica, in quanto pregiudica loro di concorrere alla selezione.

Questo il commento del sindaco Carlo Salvemini: “Prendiamo atto delle sentenze del Tar che segnalano un difetto nella formulazione del bando per la selezione meritocratica di figure adatte, per titoli competenze, a presiedere le società partecipate dal Comune di Lecce”.

“Dopo la chiusura dei termini di presentazione delle domande per la selezione dei nuovi vertici – prosegue - lo scorso 4 settembre, avremmo potuto continuare il nostro percorso con la revoca dei vertici attuali e la nomina delle figure selezionate. Abbiamo invece preferito, rispettosamente, attendere l'esito dei ricorsi, arrivato oggi”.

“Sulla scorta di questo pronunciamento l'amministrazione predisporrà il nuovo avviso pubblico che terrà conto dei rilievi del Tar, il quale ha comunque precisato, in entrambe le sentenze – aggiunge -, che ‘appare legittimo che il Comune, prima della scadenza del mandato, emani un avviso pubblico finalizzato ad acquisire la disponibilità di amministratori in modo da evitare che, alla scadenza del mandato o alla revoca degli amministratori in carica, l'esercizio delle funzioni gestionali dell'Ente possa subire un pregiudizio’”.

 

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