Noemi, tensioni e violenza: l'appello dei sindaci di Specchia e Alessano

martedì 19 settembre 2017
L'omicidio della 16enne ha scetenato dolore e odio nelle due comunità. La Camera Civile Salentina in difesa degli avvocati del 17enne insultati e minacciati.

I sindaci di Specchia e Alessano, Rocco Pagliara e Francesca Torsello, lanciano un appello ai cittadini per far tornare la serenità nelle due comunità ferite dalla tragedia di Noemi Durini: “Sentiamo il bisogno di chiedere alle comunità di Alessano e di Specchia e più in generale a quella salentina, di vivere i sentimenti di sgomento e di dolore per l’accaduto con il doveroso rispetto richiesto dalle circostanze. Riteniamo sia nostro dovere appellarci al buon senso perché questo fatto crudele, che turba le coscienze di tutti noi, rafforzi sempre di più l’idea che i valori della legalità e del rispetto delle istituzioni rappresentino il presupposto imprescindibile per la costruzione di una società più giusta e più libera.

Alessano e Specchia si sentono oggi più unite nella compartecipazione al dolore e nella condivisione della condanna alla violenza e alla sopraffazione. Ora è giusto che la giustizia e le istituzioni preposte a definire i contorni della vicenda operino in un clima sereno, che consenta di giungere alla verità dei fatti, nella convinzione che qualsiasi atto di ritorsione privata e di eccessiva spettacolarizzazione mediatica dell’accaduto danneggino il lavoro che con serietà e responsabilità è condotto dagli inquirenti. Per questo vogliamo che i nostri concittadini si uniscano nella ferma condanna ad ogni gesto di violenza che oltraggia la dignità della persona e mina la fiducia nelle istituzioni coinvolte, che costituiscono comunque i capisaldi della nostra civile convivenza”.

Sul clima di tensione e accuse che ha coinvolto anche i legali del 17enne reoconfesso si esprime il presidente della Camera Civile Salentina, Salvatore Donadei: “La Camera Civile di Lecce desidera esprimere a tali professionisti la stima e la più sincera solidarietà, e coglie l’occasione per dare il suo contributo per una auspicabile crescita morale e civile della società, evidenziando a coloro che, forse, non sanno, o fingono di dimenticare, come la figura dell’avvocato rappresenti sempre presidio di legalità e di giustizia, mentre la sua funzione di mediazione tra il singolo cittadino e l’apparato giudiziario costituisca elemento essenziale di una società democratica.

Come è stato acutamente osservato, infatti, proprio la massima estensione possibile dei diritti di difesa del privato cittadino di fronte alla comunità dei consociati, che lo accusa per bocca del pubblico ministero, è il nerbo dell’autorevolezza della sentenza che verrà pronunciata: è la difesa che con il suo efficace contraddittorio, conferisce legittimazione ai pronunciamenti dei giudici, mentre con la sua presenza l’avvocato assicura il controllo sociale dei cittadini sulla giustizia, in modo che l’accertamento della verità storica avvenga secondo le procedure e le regole predefinite dalla legge”.

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