Trivellazioni nel Salento, Bruni: "Per fermarle serve istituire area marina protetta"

martedì 5 settembre 2017

È il parere del senatore di Direzione Italia sul tema delle trivellazioni: accuse al Pd per il suo ruolo di partito “di lotta e di governo”.

Trivellazioni nel Salento: sul tema interviene il senatore otrantino di Direzione Italia, Francesco Bruni, che sottolinea come la notizia dell’autorizzazione alle ricerche di idrocarburi con la tecnica dell’air gun nel mare del Salento non possa lasciare indifferente la comunità locale.

“Al di là degli aspetti scientifici sulla pericolosità e sulla invasività della tecnica utilizzata – spiega -, occorre cogliere il preoccupante dato politico della vicenda. Il governo nazionale e quello regionale sono entrambi a guida Pd: sul tema delle trivellazioni si era consumato all’epoca del referendum un forte strappo tra il governatore della Puglia e l’allora premier Renzi. Ora, a distanza di più di un anno e dopo le alchimie del congresso Pd, che hanno accorciato le distanze tra segretario nazionale e presidente Emiliano, registriamo la nuova accelerazione nel rilascio di autorizzazioni a favore delle grandi compagnie petrolifere”.

“Come si vede – aggiunge Bruni - il Pd è il più classico dei partiti di lotta e di governo, all’interno del quale le proteste sono combattute con la demagogia del potere. Nel frattempo, restano a custodire il territorio solo i comuni e la provincia di Lecce, che combattono una guerra con armi decisamente spuntate di fronte ai poteri forti del governo nazionale e regionale”.

Bruni indica anche una possibile soluzione: “Da tempo ho cercato di far presente che l’unico rimedio per tutelare il nostro mare può essere solo quello della ‘urgente’ istituzione di un’area marina protetta. Ma il Ministero dell’Ambiente, retto dai ministri Orlando, prima, e Galletti, poi, non ha mai dato accelerazione a quel procedimento pur previsto dall’individuazione della più ampia area di reperimento denominata ‘penisola salentina’. Su queste colpevoli inerzie interrogherò nelle prossime ore il Ministro dell’Ambiente, chiedendo spiegazioni e precisi impegni. In attesa di ciò, è nostro compito accompagnare la battaglia del presidente Gabellone e dei sindaci, confidando in un buon esito delle azioni giurisdizionali annunciate”.

 

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